Lacrime e sudore
Il ritiro con Zeman un “incubo” per i calciatori
PESCARA. Molti non sanno a cosa andranno incontro. Forse se lo immaginano, o magari si saranno informati per presentarsi con cognizione di causa. La preparazione zemaniana è da anni l’incubo di tantissimi calciatori. Certo, mai nessuno (forse) è finito all’ospedale per le fatiche, ma è pur vero che molti giocatori sono usciti stremati e barcollanti al termine delle sedute del boemo.
Oggi pomeriggio, alla folta comitiva biancazzurra spetta un antipasto del duro lavoro. I calciatori che cinque anni fa vinsero il campionato di B con Zeman non hanno affatto dimenticato i suoi metodi. Ed è difficile pensare che in questo lasso di tempo il boemo abbia cambiato le abitudini. Prima di sabato, giorno in cui è fissata l’amichevole contro una rappresentativa locale, quasi sicuramente non verrà utilizzato il pallone. O, forse, si userà a piccole dosi. Le battute iniziali della preparazione prevedono le ripetute sui 3.000 metri. Tornando all’estate del 2011, in quei giorni di ritiro, Zeman proibiva il caffè. Talvolta, però, l’allenatore di Praga sfidava i giocatori proponendo la cosiddetta “prova di carattere”. In pratica, alla terza ripetuta, chi riusciva a stabilire un tempo molto basso otteneva la ricompensa: appunto una tazza di caffé o, in alternativa, un bicchiere di birra.
A Rivisondoli il menu di inizio settimana dovrebbe essere il solito. Al mattino le faticose ripetute, nel pomeriggio balzi, gradoni e corse con un compagno sulle spalle o con i sacchi pieni di sabbia sui piedi. Negli anni scorsi, qualcuno l’ha definita una “preparazione da marines”. E poi c’è la sveglia che solitamente nei ritiri delle squadre professionistiche suona intorno alle 8-8,30, ma Zeman non ama i dormiglioni. Perciò, alle 7 tutti devono abbandonare il comodo letto.
Per non parlare delle merende, spesso concesse dai tecnici prima e dopo l’allenamento. Il boemo non le consente, lui ci tiene alla linea e guai a chi compie peccati di gola. Nessuno può sfuggire ai suoi diktat. Chi dovesse infrangere di nascosto le regole sull’alimentazione verrebbe scoperto in un batter d’occhio. Come? Semplicissimo, Zeman effettua controlli quotidiani del peso di ciascun giocatore. Si dice che fuori dal campo Zeman sia permissivo, ma il problema che al termine delle sedute tutti si sentono talmente logorati da non avere neanche la forza di fare due passi.
Tra i protagonisti della promozione del 2012 non ci fu un solo giocatore che gettò la spugna durante il ritiro. Nemmeno Marco Verratti che di certo soffrì più degli altri le fatiche immani della preparazione. Il Pescara iniziò i lavori a San Martino al Cimino, in provincia di Viterbo. Dopo una decina di giorni, Zeman si arrabbiò per le cattive condizioni del campo e decise di far tornare la squadra a Pescara. Gli allenamenti proseguirono sul sintetico del Poggio degli Ulivi con temperature che superavano i 30 gradi, mentre la parte atletica si consumava sull’asfalto rovente del parcheggio di fronte all’Ekk Hotel di Città Sant’Angelo. Roba da non credere, ma alla fine il Delfino conquistò la promozione. Ah, un piccolo passo indietro. La prima mezza giornata libera a Cascione e compagni venne concessa dal boemo dopo quindici giorni. In bocca al lupo ai nuovi.(g.t.)
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