Lagioia è implacabile, Campli ko Teramo a un passo dalla salvezza

TERAMO. La vittoria dell’Adriatica Press Teramo in gara 2 della serie play out ha un nome ed un cognome: Andrea Lagioia. È il capitano, infatti, mostrando cuore e determinazione, a dare il là al...
TERAMO. La vittoria dell’Adriatica Press Teramo in gara 2 della serie play out ha un nome ed un cognome: Andrea Lagioia. È il capitano, infatti, mostrando cuore e determinazione, a dare il là al successo con una raffica (tre) di triple nello spazio di pochi minuti dopo il cambio di campo. La sua carica e la sua verve hanno finito per fiaccare ogni resistenza farnese nel terzo periodo e, al tempo stesso, hanno trasferito adrenalina ai compagni. Decisivo Lagioia (4/8 alla fine dalla distanza) al di là del congruo vantaggio finale perché fino all’intervallo lungo la partita si era trascinata al cloroformio con il punteggio, bassissimo, figlio di errori, a volte anche pacchiani, da parte delle due squadre che, forse, hanno accusato, troppo, la pressione e l’alta posta in palio. Ad inizio serata era stata l’Adriatica Press ad avvertirla maggiormente con una partenza, a dir poco, ritardata (0-7, 4-11) e primo vantaggio arrivato solo ad inizio secondo quarto con Kekovic (16-15). Il Globo Campli, nonostante un avvio lanciato, ha fatto registrare percentuali troppo basse per poter sperare di vincere una gara, per giunta in trasferta con coach Tarquini che, tra l’altro, ha dovuto fare i conti anche con la situazione falli con Miglio, ma soprattutto, Raicevic, impiegati con il contagocce. Stesso problema anche per il collega Domizioli che ha iniziato l’ultimo periodo con ben 4 giocatori gravati di quattro penalità. Però, Teramo, come detto, ha trovato le risorse altrove e, nel finale, c’è stata gloria anche per i giovanissimi Manente, Massotti e Mazzagatti che hanno completato una serata di festa. La serie ora si sposta al PalaBorgognoni di Campli con gara 3 in programma domenica (ore 18) con la ferma voglia dei teramani di chiuderla e dei farnesi di riaprirla per giocarsi tutte le chance sul parquet amico.
Matteo Falzon
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