Lanciano, a D’Aversa serve lo “stoccatore” in attacco

13 Luglio 2015

È l’elemento più difficile da reperire per il ds che deve fare i conti col minutaggio In porta sfumato Nicolas la Virtus punta su Cragno del Cagliari (classe 1994)

LANCIANO. Nello scacchiere della Virtus Lanciano 2015-2106 ci sono almeno cinque caselle da riempire, per offrire all’allenatore Roberto D’Aversa una rosa competitiva, in grado di affrontare senza eccessivi patemi il quarto campionato di Serie B.

Le voci di mercato della settimana appena trascorsa si è risolto in un nulla di fatto: l’ultima puntata del ds Luca Leone a Milano non ha sortito effetti. Da un lato si sono complicate trattative che sembravano formalità; dall’altro il budget a disposizione, e la volontà del club di tornare a fare minutaggio, limitano fortemente il raggio d’azione di Leone, chiamato a tirare fuori dal cilindro una nutrita schiera di ’94 e ’95 di buon livello. Alla Virtus Lanciano manca sicuramente un portiere. Una volta complicatosi il ritorno di Nicolas Andrade (1988), qui si punta ad assicurarsi un buon ventenne che dia sicurezza alla squadra e minuti alla società. Se la Lazio non ripensa a Guido Guerrieri (1996) come terzo portiere, c’è Alessio Cragno (1994) che soddisfa questi requisiti, ma per averlo in prestito dal Cagliari bisogna convincere il club sardo, che pure vuole un dodicesimo di Marco Storari di buon livello; inoltre c’è da superare la concorrenza di un paio di formazioni, in particolare Livorno e Modena.

Il pacchetto arretrato può essere considerato un reparto solo da ritoccare, soprattutto se D’Aversa preferirà il 3-5-2. In questo caso per schierare la terza linea sono rimasti Antonio Aquilanti, Magnus Troest e Federico Amenta; ci sono anche Filippo Penna arrivato dalla Juventus e Nicolas Di Filippo rientrato da Melfi, anche se uno dei due potrebbe essere destinato a un altro anno di prestito. La coperta è comunque corta, perché il tecnico vorrebbe un altro elemento d’esperienza. Nel 3-5-2, a centrocampo l’esterno di sinistra sarebbe ovviamente Carlo Mammarella, con Leonardo Nunzella pronto a dargli il cambio, e dall’altro lato ci sarebbe Andrea Conti, un ’94 che la Virtus vuole a tutti i costi riavere in prestito dall’Atalanta. In mezzo i punti fermi di D’Aversa sono Armin Bacinovic al centro e Fabrizio Paghera alla sua destra, senza dimenticare Domenico Di Cecco, Gaetano Vastola, in procinto di rinnovare, e il rientrante Luca Verna. L’allenatore rivorrebbe Paolo Grossi, ma ci sono due problemi: uno è l’ingaggio, l’altro è la necessità di badare al minutaggio, soprattutto se non dovesse concretizzarsi l’arrivo di un portiere giovane. Se si chiude per Alberto Grassi (1995) dell’Atalanta, D’Aversa potrebbe avere una buona alternativa di destro, mentre sull’altro versante l’ideale sarebbe il mancino Luca Crecco (1995), che al momento sembra vicino al Pescara, ma che vanta un discreto stuolo di corteggiatori.

La prima linea è tutta da inventare, e il buco in questo caso è pesante, perché manca lo “stoccatore” che l’allenatore ha messo tra i punti fermi della campagna di rafforzamento. In rosa per ora ci sono esterni da 4-3-3, potenziali seconde punte: i mancini Antonio Piccolo ed Elio De Silvestro; Manuel Turchi, e i nuovi arrivati Federico Di Francesco e Marco Di Benedetto. Il centravanti è il problema maggiore.

Andrea Rapino

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