Lanciano accerchiato: Procura Coni all’attacco

Dopo la nuova indagine della Figc arriva il ricorso contro la sentenza d’appello: la Virtus rischia di perdere due dei tre punti di penalizzazione appena restituiti
LANCIANO. Fuoco incrociato della giustizia sportiva sulla Virtus. E' la procura generale del Coni ora ad aver impugnato la sentenza di appello che restituiva 3 dei 5 punti di penalizzazione inflitti in primo grado alla Virtus, chiedendo il ripristino di (altri) due punti di penalizazione, quelli restituiti in secondo grado per la vicenda delle tasse non pagate. Il procuratore generale dello sport Enrico Cataldi ha presentato ricorso al collegio di garanzia del Coni contro la decisione del 13 maggio della corte federale di appello di ridurre la penalizzazione del Lanciano per violazioni Covisoc. Un atto che si incentra "su un errore di diritto" nel quale sarebbe incorsa la corte di appello.
Il ricorso è stato presentato contro il Lanciano, Claudio Di Menno Di Bucchianico amministratore unico della società e Angelo Castrignanò presidente del collegio sindacale della Virtus. Cataldi ricalca la sentenza di primo grado grossomodo chiedendo «di condannare definitivamente la Virtus alla penalizzazione di 4 punti da scontarsi nella stagione in corso, di pagare 6.500 euro di multa, di condannare definitivamente Di Bucchianico a 5 mesi e 15 giorni di inibizione».
La decisione del Collegio di garanzia del Coni dovrebbe essere presa entro 10 giorni.
E questa notizia, questo atto della procura generale del Coni farebbe "più male" alla Virtus rispetto alla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini da parte del procuratore federale Stefano Palazzi alla Virtus e al diesse Luca Leone arrivata martedì.
Infatti, spettava proprio alla procura del Coni, in base al diritto sportivo, impugnare eventualmente la sentenza di appello che riduceva la penalizzazione.
Palazzi con la sua indagine ha cercato di ovviare all'errore, aprendo un nuovo procedimento contro Luca Leone visto che nel deferimento del 25 marzo aveva erroneamente attribuito a Claudio Di Menno Di Bucchianico amministratore delegato Virtus la mancata firma dei documenti da inviare alla Covisoc in tempo utile. Atto, che però non avrebbe mai potuto e dovuto firmare perché squalificato, secondo quanto scritto nelle motivazioni dai giudici di secondo grado della giustizia sportiva. Quei documenti sarebbero dovuti essere firmati da Luca Leone che svolgeva le funzioni di amministratore delegato. Ora che cosa succederà? Si andrà avanti anche con questo procedimento di Palazzi che dovrebbe portare entro lunedì al deferimento di Leone della Virtus. Probabilmente i procedimenti – quello della procura federale e del Coni – andranno avanti parallelamente.
Per quanto riguarda la disputa dei play out, chiaramente, molto dipenderà anche dai risultati dell’ultima giornata di campionato della B e dalle sentenze maturate sul campo.
Durante l’assemblea delle società di B, ieri a Città del Vaticano, la Lega ha preso tempo, probabilmente perché non era ancora a conoscenza ufficialmente della mossa della Procura del Coni. Già oggi o magari subito dopo l’ultima di campionato, in virtù del ricorso al Collegio arbitrale, la Lega potrebbe decidere di posticipare i play out, previsti il 26 maggio e il 2 giugno.
Teresa Di Rocco
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