Lanciano, ecco Gragnoli: «Convinto dal progetto»

1 Luglio 2019

L’ex attaccante del Pineto per la prima volta in carriera scende in Eccellenza «La categoria non conta: questa è una piazza affascinante che mi dà stimoli»

LANCIANO. Il Lanciano ha il suo bomber: per fare il salto di qualità nel prossimo torneo di Eccellenza i rossoneri hanno scelto Daniele Gragnoli, romano classe 1994. Monticelli, Olympia Agnonese, Pineto e Città di Anagni sono state le sue squadre nel campionato interregionale. Questa sarà la prima volta che il nuovo attaccante rossonero si cimenterà nel massimo livello regionale, dopo che in passato ha avuto modo di esordire anche in B e in C.
Gragnoli, perché la scelta di scendere di categoria?
«Perché Lanciano è una piazza allettante: per un calciatore è sempre bello giocare con una tifoseria così, è una motivazione in più. E poi conosco bene mister Alessandro Del Grosso, con il quale ho costruito un bel rapporto quando sono stato con lui all’Olympia Agnonese».
È stato fondamentale l’allenatore per farle accettare la proposta dei frentani?
«Ha fatto una parte importante spingendomi ad abbracciare questo progetto, ma mi sono sentito spesso anche con il ds Francesco Di Gennaro, con il quale ho fatto qualche chiacchierata costruttiva: e tra tutti e due alla fine mi hanno convinto».
Ritrova ex compagni di squadra in rossonero?
«Conosco Riccardo Lucarino, con cui ho giocato ad Agnone: con lui ho un rapporto splendido, quasi un come con un fratello».
Con Del Grosso com’era abituato a giocare? «Abbiamo cambiato vari moduli in corso d’opera, mi ha impiegato anche nel 4-4-2 come prima o seconda punta. In ogni caso io sono sempre stato un giocatore duttile: nel 4-3-3 ho fatto sia il centrale sia l’esterno».
Conosceva già Lanciano? «Certamente: sia perché era in B quando io ero nelle giovanili dell’Ascoli, sia perché è comunque una piazza nota, di tradizione. Qui sono passati tanti ex compagni di squadra che ho conosciuto durante l’esperienza ascolana, come Giorgio Capece, Salvatore Margarita e Daniele Rosania che col Lanciano sono stati promossi in B».
Nelle Marche tra l’altro ha avuto come allenatore Fabrizio Castori, un mito per i tifosi frentani.
«Ne ho un ricordo bellissimo, perché è stato lui a portarmi per la prima volta in prima squadra quando avevo 16 anni e a farmi fare il ritiro. Per il ragazzino che ero è stata una bella prova di fiducia: mi ha dato tanto sia a livello caratteriale sia dal punto di vista tattico».
Con l’Ascoli ha esordito in B e in Lega Pro, ed è stato convocato dalla nazionale under 17: poi cosa è andato storto?
«Quello è stato un bel trampolino di lancio: poi c’è stato il passaggio al Parma nel periodo del fallimento che mi ha un po’ tagliato le gambe. All’improvviso ci siamo ritrovati senza niente, ed è stata una batosta dal punto di vista economico e calcistico».
Lei ha fatto anche un’esperienza nel campionato sloveno col Nova Gorica: è molto diverso da quello italiano?
«È più fisico, è difficile trovare giocatori di fantasia. E poi è meno seguito rispetto al nostro: da questo punto di vista, a parte i due club principali che sono Maribor e Olimpija Lubiana, assomiglia più a qualcosa come le nostre serie C o D».
La sua nuova squadra fa molto affidamento sui suoi gol per imporsi in Eccellenza: pronto per questa sfida?
«Il progetto è quello di vincere ed è per questo che ho accettato: con tutto il rispetto per la categoria, Lanciano è una piazza che merita altri palcoscenici e sono qui per dare il mio contributo in questo senso».
Andrea Rapino
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