Lanciano giù di corda, il pari a Modena sfuma nel finale

27 Settembre 2015

I rossoneri al Braglia osano poco e vengono puniti a 5 minuti dallo scadere del secondo tempo dall'ex Parma Galloppa

MODENA. Solo chi osa vince. Una famosa massima che il Lanciano, ancora a secco di vittorie in trasferta, dovrebbe tenere bene in mente. Perché ieri la squadra di Roberto D’Aversa ha avuto un atteggiamento rinunciatario. Al Braglia la partita l’ha fatta il Modena, con i frentani che hanno cercato di far male in contropiede, senza trovare lo spunto decisivo. Quello che, invece, ha trovato il Modena nella parte finale della gara, col neoentrato Galloppa, a suggellare un successo comunque meritato. L’approccio del Lanciano non è ottimale: troppe palle perse a centrocampo dai frentani e poca lucidità in avanti, col solo Piccolo a svariare e a cercare di far male ai difensori gialloblù. Il Modena non fa granchè, anche se rischia di passare dopo sei minuti con un fortunoso corner di Rubin che mette in difficoltà Aridità, il quale salva con qualche affanno sulla riga. Il primo tempo della Virtus si racchiude in un lampo avuto poco prima del quarto d’ora, poi nulla più. Si attivano i due attaccanti esterni – Piccolo e Lanini – i quali provano a sfruttare le doti di inserimento di Gaetano Vastola, quasi a sorpresa nell’undici iniziale. Il sempreverde centrocampista campano raccoglie il rimbalzo sul tiro ribattuto di Piccolo, ma non inquadra la porta (12’). Dopo neppure un giro di lancette lo spunto arriva dalla parte opposta, da Lanini, che serve Vastola con un tocco in area piccola dell’area di rigore: il mediano ospite ci arriva, ma Provedel chiude lo specchio da campione. Il Modena non resta a guardare, continua a manovrare gestendo meglio il pallone e dimostrando di poter affondare quando vuole. In particolare il Lanciano non riesce a frenare l’impeto dei due terzini di casa, Calapai e Rubin, i quali costruiscono le migliori occasioni dei canarini, a ridosso del 20’. Ci prova prima Sowe di testa (di poco alto) su cross del terzino destro, poi sulla percussione dell’ex Torino è Doninelli, da ottima posizione, a svirgolare incredibilmente da buona posizione. I rossoneri nella seconda parte della frazione non rischiano più nulla, trovando anche una certa quadratura in mezzo al campo. Quadratura che dura anche nel secondo tempo, con la novità Casadei tra i pali visto l’infortunio di Aridità. La quadratura del Lanciano c’è, ma ci sono anche i pericoli corsi dalla squadra frentana, salvata dalla provvidenziale deviazione di Mammarella al 10’ sul tentativo a botta sicura di Sowe. D’Aversa prova a giocarsi la carta Di Francesco, ma il figlio d’arte non dà la scossa al Lanciano, che tenta di farsi vedere in attacco solo in ripartenza. Ne prova una in solitaria l’ex Ferrari (20’), mentre sul ribaltamento di fronte Sowe fa correre un brivido al Lanciano, mandando di poco a lato la sua girata da centro area. I frentani danno l’impressione di volersi accontentare del pareggio, tentano di amministrare il risultato con tranquillità ed effettivamente non corrono grossi pericoli, anche perché Crespo non snatura i suoi. Belingheri, appena subentrato a Mazzarani, prova a spezzare l’equilibrio in acrobazia, ma il riflesso di Casadei blinda la porta. E’ dalla panchina, però, che il Modena sblocca il match. L’ex Livorno apparecchia per Galloppa, che in girata, col sinistro, beffa il portiere della Virtus e fa saltare il banco della Virtus a 5’ dalla fine.

Un finale a tinte gialloblù, perché il Modena potrebbe arrotondare ma Casadei è un muro ed evita un passivo maggiore in almeno due occasioni.

Il Braglia si conferma un campo tabù per il Lanciano che adesso deve pensare al prossimo impegno: sabato al Biondi sarà di scena lo Spezia che ieri è andato a vincere al Picchi di Livorno

Daniele Romagnoli