Lanciano, i legni raffreddano i sogni

Pali e traverse finora centrati per 9 volte in 17 partite, Vastola specialista (a quota 5). Sfortuna o problemi di precisione?
LANCIANO. A guardare al classifica dei rossoneri ci sarebbe solo da sorridere. La Virtus è in zona play off stabile da 17 gare, metà dell’obiettivo salvezza è raggiunto (se la quota dovesse restare 50 punti come l’anno scorso, ndc), col Carpi è la squadra con il minor numero di sconfitte subite, solo 2. E ancora: sul piano caratteriale la squadra di D’Aversa mostra la giusta grinta e determinazione. Ma, a far trattenere un po’ il sorriso, volendo cercare il classico pelo nell’uovo, è quella casellina dei pareggi in cui la Virtus primeggia con 10 X.
E soprattutto a far storcere il muso dal rammarico è il fatto che alcuni di questi pareggi, almeno quelli contro Perugia, Crotone, Pescara e Trapani, potevano essere delle vittorie. Per quanto dimostrato in campo dal Lanciano e per le occasioni create che spesso si sono trasformati in gol mancati. Molti dei quali negati dai legni colpiti dai rossoneri. Sono ben 9 i pali e le traverse che hanno negato alla Virtus la gioia del gol. Praticamente il Lanciano ha colpito un legno una partita sì e una no. E di questi 9 pali, ben 5 sono stati colpiti da Gaetano Vastola, che 5 gol li ha messi anche a segno. Questione di sfortuna per molti, che insegue la Virtus fin dalla prima giornata di campionato. A Catania oltre al gol regolare annullato a Ferrario è stato il palo colpito da Mammarella su punizione a negare alla Virtus la gioia della vittoria. Poi la sagra dei legni c’è stata con il Perugia: palo di Gatto, traversa di Vastola e di Cerri. Nella partita successiva, quella pareggiata ad Avellino è il palo a negare il gol a Thiam che poi è stato espulso. Nella vittoria per due a zero con la Pro-Vercelli al Biondi si annovera anche il palo colpito da Vastola, che il gol l’aveva anche segnato poco prima. A Latina l’ennesimo legno colpito dal sempreverde Vastola brucia molto, perché il Lanciano è stato sconfitto di misura al Francioni. Da lì sono arrivati altri pali, colpiti sempre da Vastola: contro Crotone e Trapani. Di mezzo c’è il palo colpito di Monachello a Pescara, ma non si conta perché l’arbitro aveva fischiato il fuorigioco. Per molti si tratta di sfortuna, per altri di imprecisione, fatto sta che dei 9 legni colpiti dal Lanciano, 5 sono arrivati in partite poi finite in parità, uno in una partita costata la sconfitta e solo uno, quello contro al Pro Vercelli, è stato ininfluente ai fini del risultato. Certo un po’ si è in debito con la sorte, un po’ però c’è bisogno di maggiore precisione sotto porta perché spesso il Lanciano ha mancato ghiotte occasioni da gol e non perché la palla è finita sui legni. Inoltre, sempre nel voler cercare la perfezione, alla Virtus manca, come evidenziato dal mister D’Aversa, quella furbizia che le permetterebbe di mantenere fino al 95° il vantaggio maturato. Visto che nelle ultime tre gare il Lanciano ha subito i pareggi in rimonta, dopo cioè che era passato in vantaggio e non era riuscito a chiudere la gara con il classico colpo del ko pur avendone avuto l’occasione. Da qui quel pizzico di rammarico che macchia un po’ la gioia data dal fatto che, finora, i ragazzi di D’Aversa hanno comunque disputato un buon campionato.
Teresa Di Rocco
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