Lanciano, il giorno dell’orgoglio frentano

14 Luglio 2016

Consulente romano interessato a rivelare la società dai Maio: boutade o verità?

LANCIANO. Oggi è prevista la giornata dell’orgoglio frentano con i tifosi che si ritroveranno questa sera alle ore 19 al piazzale della ex stazione per manifestare il proprio senso di appartenenza e contestare i Maio. Un appuntamento che cade in un momento delicato per il calcio lancianese. Mentre il sindaco Mario Pupillo continua gli incontri con gli imprenditori interessati a costituire una nuova società – tra i quali Gilberto Candeloro, che ieri sera avrebbe dovuto dire al primo cittadino se intende far parte della cordata in cui ci sarebbe anche la famiglia Marfisi – qualcun altro sarebbe pronto a rilevare la Virtus Lanciano srl e farla restare in Lega Pro. Uno scherzo? Se lo è, si scoprirà entro domani. Una società romana facente capo a Roberto Dominici, consulente finanziario-commercialista, ha dato mandato ad un avvocato frentano per trattare, in tempi record, l’acquisto con i Maio. L’avvocato, per conto del consulente romano, deve capire a quanto ammonta la ricapitalizzazione, se il milione e 800mila euro chiesti all’ingegnere Candeloro bastano per ripartire. E, soprattutto, la reale entità della situazione debitoria. «Il mio cliente sarebbe pronto a versare subito il milione e 800mila euro», sostiene l’avvocato che per il momento non intende esporsi, «e sarebbe anche disposto ad investire per allestire una squadra di livello». Quindi entro domani Dominici dovrebbe fare un assegno da 1.800.000 e presentare i documenti in Lega, perché scadrà il termine ultimo per presentare i ricorsi contro l’esclusione dai campionati.

Boutade o colpo di coda, comunque l’ennesima puntata della telenovela chiamata Virtus Lanciano. Nel tourbillon di voci ce n’è una che vorrebbe i Maio intenzionati a lasciare la Lega Pro, come annunciato, ma ad andare avanti con il settore giovanile. Sta di fatto che ieri la Virtus Lanciano ha collezionato altri due punti di penalizzazione. Il Tribunale Federale Nazionale, infatti, ha reso noto la sentenza per le tasse non pagate sugli emolumenti ai tesserati nei mesi scorsi. E ha inibito l’ex direttore sportivo rossonero Luca Leone, nel frattempo “promosso” a Pescara, per tre mesi in quanto all’epoca legale rappresentante della società. All’orizzonte altri due processi per altrettanti deferimenti arrivati il 6 luglio scorso a carico della società, dei dirigenti Di Menno Di Bucchianico, Leone e La Scala per il mancato pagamento degli emolumenti di gennaio e febbraio 2016 entro il 18 aprile.(t.d.r.)

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