Lanciano, la salvezza non è più un miraggio

Di Francesco e Bonazzoli piegano il Modena: Virtus in zona play out
LANCIANO. Per questa Virtus Lanciano la salvezza non è una chimera: al netto delle penalità in arrivo e delle voci che aleggiano sul cambio di proprietà, la squadra che nel secondo tempo ha rimontato e piegato il Modena ha tutte le carte in regole per restare in serie B.
Dopo un avvio di gara poco brillante, i frentani hanno decisamente cambiato marcia, scavalcando i gialloblù e agganciando finalmente la zona play out. Palma di migliore in campo a Marilungo, che per il carisma e per quello che dà in campo dimostra di meritare ampiamente i gradi di vicecapitano: non è un caso se questo campionato l’ha vinto tre volte.
Sul secondo successo consecutivo di Primo Maragliulo, il primo tra le mura amiche, mette le mani anche Cragno; ma soprattutto un’altra mano la dà la dea bendata: all’ultimo giro di lancette al Modena manca un tanto così per beffare i frentani, quando Osuji coglie in pieno la traversa e la palla rimbalza giusto sulla linea e rimane lì, con il portiere rossonero pronto ad afferrarla. Alla fine è festa grande, e il Biondi riscopre un entusiasmo che non si vedeva da un bel po’, nonostante la partita non sia iniziata nel migliore dei modi.
Maragliulo conferma le previsioni della vigilia: stesso schema e stessi uomini di Vicenza, con Salviato preferito a Boldor per sostituire lo squalificato Di Matteo. Il primo tempo è da dimenticare per i rossoneri: la Virtus parte male, e solo nel finale prova a fare qualcosa per raddrizzare un risultato che viene compromesso all’8’ da un’ingenuità di Vastola, che su un corner di Belingheri di testa beffa l’incolpevole Cragno. I canarini passano grazie a un’autorete, ma comunque meritano di andare al riposo in vantaggio.
La squadra di Crespo approfitta di una Virtus contratta, che imbastisce azioni offensive in maniera sconnessa e poco convinta. A volte i rossoneri si affidano ai lanci lunghi, ma sempre con poco successo.
Il Modena dal canto suo ha tutt’altro approccio alla gara: manovra, gioca palla a terra e quando può affonda, fino ad arrivare più volte, passaggio dopo passaggio, dalle parti di Cragno. Il portiere rossonero fa buona guardia, e quando può ci mette una pezza: ottimo intervento sullo 0-0, con una doppia parata su Granoche un giro di lancette prima del vantaggio emiliano. I frentani impiegano tempo ad alzare il baricentro e a creare qualche grattacapo a Manfredini. Il primo è Ferrari, l’ex di turno, che al 36’ da posizione defilata costringe in angolo il portiere. Un traversone di Camara allo scadere, che nessuno intercetta, potrebbe costare lo 0-2: dopo 45 minuti le occasioni migliori sono decisamente per i gialloblù. Inizia sicuramente meglio la ripresa, per l’intensità che si vede e per il pareggio siglato da Di Francesco sull’asse Vitale-Marilungo: il furetto rossonero buca la difesa ospite e trafigge Manfredini, segnando la sua seconda rete consecutiva. È questo lo spartiacque della partita: le due squadre si scambiano il copione interpretato nella precedente frazione di gioco. L’ultimo lampo degli ospiti è la conclusione di Camara a botta sicura al 7’, ma Cragno si oppone da fuoriclasse. La formazione di Maragliulo gioca meglio: tra gli altri cresce Vitale, che impersona al meglio il ruolo di regista in una squadra nel complesso più tonica. Il computo delle occasioni da rete si sposta sul versante rossonero: Marilungo ci prova di testa al 29’, ma soprattutto Di Francesco fallisce al 36’ da posizione favorevolissima, servito da Bonazzoli lanciato da Vitale.
La Virtus ci crede fino alla fine: è un capolavoro il gol decisivo con l'azione che imposta Rigione e che confezionano Marilungo e Bonazzoli. Prima del fischio finale arriva quel segnale dalla fortuna, che si aspettava da tanto e che pure servirà: per il resto basta andare avanti per la strada imboccata.
Andrea Rapino
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