Lanciano, lite tra vecchi e nuovi soci

12 Maggio 2021

La presidente Chiaretti attacca Pincione e sventa il blitz in Figc

LANCIANO. Volano gli stracci in casa rossonera. I futuri soci americani, rappresentati dall'ex presidente del Pescara Max Pincione, rischiano di stabilire un primato davvero invidiabile: far saltare un matrimonio, inizialmente benedetto dalla presidente in carica Cristina Chiaretti e dal vice-presidente (attualmente dimissionario) Claudio Alluni, prima del fatidico sì. «L'accordo esiste, ma i soldi promessi con una scrittura a latere del contratto non sono stati utilizzati, per cui se si continua così siamo pronti a mandare tutto a monte», minaccia la stessa Chiaretti, alla vigilia dell'odierno recupero casalingo con l'Avezzano. «Dopo avermi lasciata praticamente sola e in balia degli eventi, organizzativi e logistici», rincara la dose la presidentessa, «Pincione e soci si stanno muovendo come se fossero già loro i padroni, manovrando il nostro ds (Gianpaolo Capoccia, ndc) che, sperando forse di conservare l'attuale ruolo anche in futuro, sta facendo il doppio gioco». Parole forti, suffragate peraltro dal tecnico Peppino Di Pasquale, che alle prese con un organico ridotto all'osso per via del Covid, accusa senza mezzi termini Capoccia: «Si è dimenticato di prenotare le visite d'idoneità di Longo, Paravati, Fasoli e Di Benedetto. Elementi che speravo di poter recuperare ed invece non sarà così. Se l'obiettivo era di indurmi a dimettermi, sappiano che hanno sbagliato strada». Ma non finisce qui perchè, cosa ancor più grave, pare che i nuovi soci abbiano cercato, all'insaputa della Chiaretti, di inserire nell'organigramma federale Alessandro Pincione come segretario e Paolo Iapaolo come dg. «Ho perso mezza giornata», lo sfogo della Chiaretti, «nel tentativo di rimediare alla situazione, e se tutto è tornato a posto è grazie al presidente Ezio Memmo». Il quale, nella sua veste istituzionale di super partes, si limita a poche ma significative battute: «La Figc, in quanto tale, non deve e non può entrare nelle diatribe societarie. Deve semmai vigilare affinché tutto sia regolare e, nel caso, intervenire. Le regole bisogna prima conoscerle e poi rispettarle: chi non lo fa, con noi non avrà vita facile».
Stefano De Cristofaro
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