Lanciano non c’è e prende cinque sberle

Approccio sbagliato dei rossoneri che commettono errori grossolani e danno il via alla goleada di un Frosinone da applausi
INVIATO A LANCIANO. Un tracollo, cinque sberle in faccia che fanno un rumore fragoroso al Biondi.
La prima sconfitta in campionato della Virtus Lanciano ha le sembianze di una debacle. Complimenti al Frosinone, certo, ma i rossoneri hanno contribuito a un umiliante 1-5 che rappresenta la sconfitta più netta degli ultimi anni. Troppo brutto per essere vero il Lanciano, e non è soltanto un modo di dire. In pratica, i rossoneri non hanno giocato, non sono scesi in campo. Battuta d’arresto senza attenuanti, i frentani non sono mai stati in partita.
A parte una flebile reazione all’inizio della ripresa, hanno fatto scena muta al cospetto di un Frosinone che ha giocato un buon calcio, tanto semplice quanto efficace. Fraseggi stretti, squadra corta, buona gamba e, soprattutto, un buon tasso tecnico. I ciociari giocano a pallone in un campionato in cui spesso si gioca a pallonate. La Virtus Lanciano ha commesso errori nelle retrovie e non ha mai prodotto azioni in grado di mettere apprensione alla retroguardia ospite. Un pomeriggio da leccarsi i baffi per Curiale e Dionisi (due gol a testa), la coppia d’attacco schierata da Stellone. Che, va detto, ha cambiato la formazione iniziale molto più di quanto abbia fatto Roberto D’Aversa. Frosinone rivoluzionato con il bomber marsicano Daniel Ciofani in panchina e il fratello Matteo a dirigere la retroguardia. La Virtus Lanciano ha assistito passivamente al monologo dei ciociari. E ha acuito un trend preoccupante: incassa gol con molta più facilità rispetto alla passata stagione.
D’Aversa ha cambiato qualcosa in tutti i reparti nell’undici iniziale, un po’ per necessità e molto più per convinzione. E l’approccio alla partita è stato dei peggiori. Il Frosinone, invece, ha cercato di fare la partita sin dalle prime battute, quasi sempre palla a terra. E il vantaggio firmato da Masucci non ha sorpreso nessuno, fatta eccezione per la difesa frentana ferma sull’incursione dell’esterno ciociaro che ha bucato Nicolas Andrade di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo. Reazione inesistente della Virtus, fino a qualche tempo fa avrebbe scatenato l’inferno pur di riacciuffare il risultato. Invece, eccola qui incassare altri colpi. Addirittura favorendoli con errori grossolani, come quello comesso da Amenta (entrato al 9’ pt al posto dell’infortunato Ferrario) che ha dato il via libera al diagonale di Dionisii sul quale il portiere si è prodotto in una deviazione facile preda di Curiale che ha ribadito la palla in rete. Difesa ancora ferma così come al 37’ quando l’ex del Pescara Gessa fa il bello e il cattivo tempo sulla destra, rimette in mezzo per Curiale che di testa infila Nicolas Andrade. Primo tempo alluncinante con il Frosinone padrone della scena.
E la Virtus? Quella tornata in campo dopo l’intervallo è più reattiva. Il piglio è diverso. E non a caso eccola protagonista dalle parti di Pigliacelli che viene superato dal colpo di testa di Cerri, sugli sviluppi di un angolo, al 9’. Il gol dà fiducia a una squadra che quantomeno se la gioca. E si appella al proverbiale carattere che l’ha portata nella passata stagione a un passo dai play off. Qualche altra occasione per segnare il 2-3, ma va detto che il Frosinone non è mai andato in affanno e nel finale ha arrotondato il risultato con Federico Dionisi, l’ex centravanti del Celano che ha infilato l’estremo difensore brasiliano del Lanciano in due occasioni (31’ e 42’). Partita finita? No, c’è spazio per una traversa di Daniel Ciofani, entrato nel corso della ripresa. Finisce con un umiliante 1-5. Applausi al Frosinone, la Virtus Lanciano torna con i piedi per terra. E con la consapevolezza di non poter commettere errori. Martedì sera la verifica al Rigamonti di Brescia, serve una sterzata per rimettersi in carreggiata, anche mentalmente. Poi, ci sarà il posticipo di lunedì sera contro il Bari.
@roccocoletti1
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