Lanciano perde il bomber Cerri tornerà a gennaio

Due mesi di stop, ma sembrano scongiurati l’operazione e uno stop più lungo
LANCIANO. «Trauma al ginocchio sinistro con parziale interessamento del legamento crociato posteriore. Prognosi: circa 40-50 giorni». Questo il contenuto del laconico comunicato apparso ieri sera sul sito ufficiale della Virtus, circa l'esito della risonanza magnetica effettuata in mattinata dal centravanti Alberto Cerri, infortunatosi martedì sera, in un banale incidente di gioco, dopo appena 25' della sfida con la Pro Vercelli. Una brutta tegola, insomma. Per il tecnico D'Aversa, che sull'azzurrino dell'under 19 faceva grande affidamento (specie dopo l'assenza forzata, per squalifica, di Thiam), ma anche per la tifoseria frentana, innamorata di questo gigante con la faccia e la carta d'identità da adolescente, ma già capace di incantare tutti (in B come nella nazionale di categoria) a suon di reti e prestazioni affrontate con la grinta e la personalità di un trentenne.
I risultati degli esami strumentali, inviati per un ulteriore consulto a Villa Stuart (Roma), sembrano escludere l'ipotesi peggiore, ovvero la rottura dei legamenti crociati. Che avrebbe costretto Cerri a chiudere anticipatamente la stagione. Tant'è che lo stesso attaccante parmigiano, in mattinata, era parso piuttosto pessimista circa i suoi tempi di recupero. Eloquente, in tal senso, il messaggio con cui, in risposta al compagno di squadra Leonardo Gatto, che su Istagram lo invitava a non mollare e a tornare più forte di prima, Cerri replicava con un "grazie di cuore leone! Portami e portatemi almeno ai play off". In realtà, salvo imprevisti ed anche in considerazione della sua stazza, il suo rientro potrebbe avvenire tra un paio di mesi: praticamente a gennaio, dopo la lunga sosta natalizia. Resta comunque l'amarezza per una perdita, sia pur momentanea, che va a coincidere proprio col momento migliore della Virtus, protagonista di un avvio di stagione positivo. Magari non sui livelli della precedente (25 i punti conquistati nelle prime 11 giornate dai rossoneri di Baroni) ma comunque importante, in un campionato lungo e logorante come quello di B. E se è vero che la Virtus dell'attuale trainer del Pescara aveva dalla sua un maggior bottino di punti e una difesa più ermetica (appena 5 gol al passivo in 11 gare), quella targata D'Aversa è più spettacolare. Con le due rifilate martedì sera alla Pro Vercelli, ha infatti toccato quota venti (appena una in meno della capolista Carpi), senza contare che è pure l'unica, nel girone, ad aver segnato in tutte e undici le gare disputate. Una cosa in comune però le due compagini ce l'hanno: l'attitudine a non perdere, visto che di questi tempi, la squadra guidata dal tecnico fiorentino era addirittura imbattuta, mentre l'attuale, con una sola sconfitta al passivo, era e resta la meno battuta del campionato. Cifre alle quali va poi abbinato un altro aspetto, fondamentale: la qualità del gioco espresso. Quest'anno, a detta di chi settimanalmente segue le sorti dei frentani, ci si diverte di più, anche a costo di rischiare imbarcate tipo la "manita" patita al Biondi da parte del Frosinone. Rimasta, come detto, un caso isolato, tant'è che nelle ultime 4 partite disputate, Mammarella e soci hanno complessivamente subito due reti, riducendo drasticamente la media dei gol al passivo. «In effetti», ha confermato all'indomani del vittorioso confronto con la Pro Vercelli lo stesso Leonardo Gatto, «stiamo attraversando un buon momento e questo ci infonde ulteriore fiducia, stimolandoci a fare sempre meglio. Senza però perdere l'umiltà che ci ha sin qui contraddistinto, portandoci ad affrontare ogni avversario, col massimo rispetto e, al tempo stesso, senza alcun timore reverenziale. Quanto all'ultima gara, è stato un successo limpido, dato che la Pro Vercelli non ci ha mai impensierito. Sapevamo che per metterla in difficoltà saremmo dovuti partire fortissimo e così abbiamo fatto, seguendo le indicazioni del mister in allenamento».
Dal recente passato al presente, che vedrà la Virtus presentarsi a Chiavari, sabato, con un gran bel biglietto da visita: l'imbattibilità esterna stagionale (un successo e 4 pareggi) e una posizione di classifica (quarta a quota 18, in coabitazione con Livorno e Trapani) di tutto rispetto, essendo a sole tre lunghezze di ritardo dalle capolista Carpi e Bologna. «Alla classifica preferiamo non pensare», la replica di Gatto, «per concentrarci sul prossimo avversario. Che dopo un inizio poco brillante, si è ripreso al meglio, e vorrà di sicuro riscattare, davanti al proprio pubblico, il recente ko di Catania».
Stefano De Cristofaro
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