Lanciano, piace il baby Stivaletta del San Nicolò

9 Gennaio 2015

I rossoneri sondano il 18enne che gioca in serie D. Il portiere Branescu proposto al Prato

LANCIANO. Lavora su due fronti distinti, la Virtus Lanciano. Sul campo mister Roberto D'Aversa ed i suoi ragazzi, impegnati fino a domani nel mini ritiro di Corato, mentre la dirigenza è concentrata sul fronte mercato.

Fermo solo in apparenza, visto che pur non avendo ancora fatto registrare alcuna operazione, sono molteplici le trattative allacciate. In uscita, ma non solo.

Se da un lato va infatti registrato un contatto con il Prato relativo al portiere rossonero Branescu (con i toscani piuttosto tiepidi al riguardo), dall'altro spicca anche l'indiscrezione secondo cui la Virtus Lanciano sarebbe fortemente interessata al centrocampista Cristian Stivaletta, sulle cui tracce ci sarebbero però anche Ascoli e Cremonese.

Il 18enne vastese milita in serie D, nelle file del San Nicolò, che in estate lo ha prelevato dal Vasto Marina, dove si era già imposto alle attenzioni generali aggiudicandosi l'edizione 2014 del Trofeo "Giovane Promessa", riservato ai migliori under dell'Eccellenza.

Tornando alle questioni di campo, ecco come vive l'attuale momento Gaetano Monachello, tra i rossoneri più brillanti in questo scorcio finale di stagione.

«Anche se è durato poco», spiega l'attaccante siciliano, «il periodo di vacanza trascorso a casa mia, con la ragazza ed i miei familiari, ci voleva proprio. Mi ha permesso di tornare a lavorare ancor più carico di prima».

Un giudizio sul suo girone di andata? «Per essere alla mia prima esperienza nel calcio italiano, credo di essere andato abbastanza bene, fermo restando che siamo solo a metà stagione e che esistono ulteriori margini di miglioramento. Per me come per il resto della squadra». Il momento più bello? «Sicuramente il gol realizzato al Bologna, visto che in tribuna c'erano le persone a me più care».

Come vede il suo futuro e quello della Virtus? «Personalmente spero di segnare ancora e che si tratti di gol utili alla causa, visto che il bene collettivo deve sempre prevalere su quello individuale. Quanto alla squadra», conclude Monachello, «mi auguro che sappia confermare anche nel girone di ritorno quanto di buono mostrato sinora».

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