Lanciano punta sulla cabala Terni, stadio porta-fortuna

23 Dicembre 2015

Al Liberati l’ultimo successo esterno. Il club: vendita? Solo trattative serie

LANCIANO. Toh, chi si rivede: lo stadio Libero Liberati di Terni, dove la Virtus Lanciano ha vinto la sua ultima partita in trasferta. Correva il 13 dicembre del 2014: altri tempi e altra Virtus, che metteva in cascina punti buoni per una salvezza tranquilla e, chissà, per sognare un giorno i play off. Adesso si va in Umbria con il peso sulle spalle di una classifica che, con due partite di andata ancora da giocare, è drammatica.

A rendere ancora più agitate le acque nella traversata verso il girone di ritorno, e soprattutto verso il mercato di riparazione, è la questione della vendita della società. Ieri su il Centro l’imprenditore Antonio Colasante – nel cui staff potrebbe entrare l’avvocato Donato Di Campli – ha confermato l’interesse, parlando di trattativa allo stato embrionale e di valutazione di documenti in corso. A stretto giro è però arrivata una nuova smentita dei vertici virtussini, dopo quelle della settimana scorsa a mezzo stampa e tv: «A oggi non c’è alcuna trattativa, né avanzata né in fase embrionale, per la cessione del club», recita un breve comunicato pubblicato sul sito del club, «se c’è qualcuno che abbia interesse verso la Virtus Lanciano per aprire una eventuale trattativa, seria e vera, può contattarci per formulare la sua proposta che ascolteremo con l’attenzione che merita».

A questo punto, a rigor di logica, due sono le cose: o una delle parti in causa ha mentito, oppure chi dovrebbe eventualmente vendere non ritiene «seria e vera» quella «trattativa allo stato embrionale». Con un fondamentale mercato di riparazione alle porte, di certo l’ambiente non ne guadagna in serenità. I primi a dover sgombrare con urgenza la testa da brutti pensieri sono quelli che scendono in campo oggi. La formazione non sarà la stessa che ha affrontato il Pescara, innanzitutto perché in difesa c’è un cambio obbligato: rientra Antonio Aquilanti dalla squalifica, e Federico Amenta resta a casa infortunato. L’altro centrale difensivo dovrebbe essere ancora Michele Rigione, ma non è esclusa la promozione di Deian Boldor, che nel secondo tempo del derby se l’è cavata egregiamente. Sulla mediana è probabile rivedere insieme Armin Bacinovic e Fabrizio Paghera. In attacco non è scontato che Stefano Padovan sarà di nuovo il terminale offensivo: sulla punta dell’albero di Natale potrebbe anche spuntare Guido Marilungo, con Federico Di Francesco a fargli compagnia insieme ad Antonio Piccolo; in caso di conferma di Padovan più avanzato, Di Francesco contenderebbe la maglia a Marilungo. Sulla panchina della Ternana c’è Roberto Breda che dalla 5ª giornata ha preso il posto del dimissionario Domenico Toscano. La sua Ternana predilige il 4-2-3-1, nel quale stasera è in forte rischio il terminale offensivo Felipe Avenatti per una contusione rimediata nella gara persa 4-0 a Cesena. Eventualmente più avanti potrebbe esserci Giovanni Ceravolo, reduce da qualche allenamento differenziato per i postumi di un affaticamento. A proposito di Ternana, D’Aversa ultimamente ha invocato spesso la sua esperienza in rossoverde: nella serie B 2001-2002, qui chiuse l’andata a 15 punti, infilando tra l’altro una serie di ben cinque sconfitte consecutive; al ritorno, in un torneo a venti squadre e quindi con meno partite a disposizione rispetto a oggi, di punti ne fece 30. Un modo come un altro per dire che nulla è perso e che non si getta la spugna. Tutto è possibile, ma bisogna anche ricordare che quella società al mercato di gennaio, tanto per citare qualche nome, ingaggiò attaccanti come Cristian Bucchi o il promettente Emanuele Calaiò; il mediano Ezio Brevi e il difensore Davide Nicola freschi di esperienza in A; l’esperto centrale Jean-Paul van Gastel dal Feyenoord. Volontà, dedizione e buoni propositi di chi va in campo e in panchina non bastano.

Andrea Rapino

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