Lanciano, rebus Vastola Ecco chi parte e chi resta

12 Maggio 2015

Centrata la terza salvezza di fila si comincia a pensare alle strategie di mercato Probabilmente la società aumenterà il budget a disposizione per la squadra

LANCIANO. Una rosa da rinforzare, prestiti da rinnovare, contratti da allungare, comproprietà da risolvere. Archiviata la permanenza in serie B, nonostante ci siano ancora due partite ricche di fascino contro Spezia e Bologna da affrontare, la Virtus comincia a guardarsi intorno. Costruire la squadra per la quarta stagione di fila tra i cadetti non sarà impresa facile per la dirigenza che, a detta anche della presidente Valentina Maio in un intervista televisiva, dovrebbe avere a disposizione un budget leggermente più alto rispetto a quello dell’ultima stagione.

Questo perché la Virtus, avendo già disputato tre campionati in B, non dovrà più versare un contributo economico alla Lega Pro sui soldi percepiti per i diritti tv. E questa è già una bella notizia visto che se una pecca c’è stata, in un campionato comunque avvincente e positivo per i rossoneri che hanno raccolto meno di quanto seminato, è stata forse nella ristrettezza della rosa.

Complici anche lunghi infortuni occorsi a Cerri, Amenta, Nicolas, Paghera, Turchi, le chiamate dalle nazionali giovanili, mister D’Aversa ha spesso dovuto fare i salti mortali per sistemare la squadra. Che anche l’anno prossimo poggerà le fondamenta su quello che ormai è il suo marchio di fabbrica: ovvero amalgamare la vecchia guardia con le giovani promesse. Vecchia guardia che, nonostante avrà un anno in più sulle spalle e alcuni contratti da sistemare, potrà ancora infondere sui nuovi arrivati quella forza e quell’amore verso la maglia che hanno caratterizzato il cammino degli ultimi campionati. Non ha problemi di contratto né di età Carlo Mammarella. Il capitano 33enne tutto cuore ha rinnovato pochi mesi fa fino al 2018. Aquilanti, 30anni, ha allungato fino al 2017. Fino al 2017 ha il contratto anche Amenta, 36 anni e una stagione caratterizzata da infortuni sulle spalle. L’altro “vecchietto” della rosa, Gaetano Vastola che a dispetto dei 37 anni in campo ne ha dimostrati 10 in meno, attende invece una chiamata dalla società visto che è in scadenza.

Anche Di Cecco, Piccolo e Turchi sono tranquilli e sistemati fino a giugno 2016. Come Troest, 28 anni, centrale di difesa che ha il contratto fino a giugno 2016. Al pari di Aridità. Insomma per la vecchia guardia c’è solo Vastola da sistemare. “Risolto” Vastola la dirigenza avrà il suo bel da fare per allestire una squadra che ha bisogno di rinforzi in ogni reparto. In difesa oltre al portiere – Nicolas come Grossi è in prestito secco fino a giugno dal Verona – ci sono da trovare almeno uno o due centrali – se Ferrario non rinnova il contratto in scadenza e Amenta non risolve i tanti problemi fisici – e un terzino destro. Conti, che sta finendo la stagione in crescendo, può essere riscattato dall’Atalanta come Agazzi a centrocampo. Altri riscatti sono possibili, perché previsti sui contratti, per Pinato e Monachello – rispettivamente da Milan e Monaco – ma a cifre molto alte. A centrocampo quindi servono almeno tre pedine. Se si contano l’arrivederci di Grossi, Agazzi e Pinato, il punto interrogativo di Vastola, restano soltanto Di Cecco, Paghera (il suo contratto è fino al 2017) e Bacinovic. Anche in attacco bisognerà darsi da fare. Il prestito di Gatto non potrà essere rinnovato dall’Atalanta, quindi o sarà acquistato o andrà via. Restano in attacco Piccolo, De Silvestro (contratto fino al 2017) e Turchi. Da valutare la permanenza di Thiam che è in comproprietà con la Juve. Comproprietà che deve essere per forza risolta assieme a quella di Nunzella col Lecce. Insomma le mosse da fare sono molte. Proprietà, ds e calciatori attenderanno la fine del campionato, anche se molti contatti sono stati già presi, prima di sedersi a tavolino e riflettere.

Teresa Di Rocco

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