Lanciano si gode i bomber ma deve essere più cinico

Sono 12 su 17 i gol segnati dalle punte, però col Perugia tanti errori in avanti
LANCIANO. Inutile girarci intorno. Quello di sabato scorso contro il Perugia è un pari che grida vendetta. L'1-1 finale della sfida vista al Biondi, infatti, sta maledettamente stretto ai ragazzi di D'Aversa. Che non solo avrebbero meritato l'intera posta in palio, ma anche di vincere con più di un gol di scarto, tante e tali sono state le occasioni da rete create nell'arco dei 95' di gioco disputati. Del resto, anche se può sembrare un paradosso, Thiam e soci hanno confezionato più palle-gol contro gli umbri che in occasione della precedente gara col Vicenza, vinta per 4-0... Stavolta però, a differenza di altri incontri che li avevano visti uscire dal campo con l'amaro in bocca, i rossoneri devono prendersela solo con sè stessi.
Troppi infatti gli errori di mira commessi, l'altro ieri, da un attacco che, a dispetto del gol messo a segno (dagli undici metri) da Gatto, era e resta il migliore dell'intera serie B, con 17 reti in 9 gare: appena una in più rispetto al Livorno di Gautieri ed al Pescara di Baroni. Nel computo vanno ovviamente messi anche i tre legni colpiti, due dei quali (il turo a botta sicura di Vastola e la schiacciata di testa di Cerri) frutto però di conclusioni meritevoli di ben altra sorte, se solo i rispettivi autori fossero stati un po' più precisi. «A questa squadra non credo si possa davvero rimproverare nulla, oggi, alla luce del gioco espresso e della caratura dell'avversario affrontato», ha più volte rimarcato, sabato scorso in sala stampa, il tecnico della Virtus Roberto D'Aversa, trovando anche il tempo di arrabbiarsi con chi, magari proprio allo scopo di evidenziare l'attuale trend positivo, gli faceva notare i progressi effettuati dai suoi ragazzi nelle cinque gare successive alla debàcle col Frosinone. Che, giova ribadirlo, appare ormai un lontano ricordo e, soprattutto, un caso isolato, alla luce dei risultati e delle prestazioni nel frattempo offerte da una squadra che avrà anche come obiettivo primario la permanenza nella categoria, ma che al momento è lì, e meritatamente, nelle posizioni di classifica che contano. Ovvero in piena zona play off e ad una manciata di punti dalla vetta. E ammesso che serva a consolarlo, facendogli smaltire la delusione per i due punti persi sabato, vale la pena di girare all'ex capitano rossonero le dichiarazioni post partita del tecnico del Perugia Andrea Camplone. Uno che tra l'altro lo conosce bene, avendolo allenato come giocatore, nella stagione 2010/2011. «Posso solo fargli i complimenti», le parole del trainer pescarese, «per il gioco espresso dalla sua squadra. Mi dicono che è sempre assai rigido e scrupoloso nel proprio lavoro ed in questo senso devo ammettere che è molto cambiato rispetto a quando giocava ed era, se vogliamo, piuttosto svogliato. Si vede che il salto della barricata gli ha fatto bene, ed in tutti i sensi, visti i risultati attuali della Virtus. Sono contento per lui, che è un amico, ma anche per la società e la piazza, alle quali auguro ogni bene».
Quanto poi a Leonardo Davide Gatto, autore della rete del definitivo 1-1, frutto di un penalty impeccabilmente trasformato (portiere da una parte, palla dall'altra), per il numero 28 rossonero si tratta della terza realizzazione stagionale (la seconda dal dischetto) e, più in generale della dodicesima (su diciassette) messa a segno dagli attaccanti. Che al contrario della passata stagione, nella quale ad andare in gol erano soprattutto difensori (con Amenta e Mammarella su tutti) e centrocampisti, stanno facendo appieno il loro dovere, complice anche la presenza, nel reparto, di valide alternative, quali Cerri (nazionale under 19 e miglior realizzatore virtussino, assieme al "sempreverde" Vastola) e Monachello. Che pur relegati di recente in panchina, hanno avuto il grande merito di farsi trovare sempre pronti all'occorrenza. «È proprio questa, del resto», sottolineava a fine gara lo stesso Gatto, «la nostra vera forza. L'essere riusciti a formare un gruppo nel quale il bene comune viene anteposto a quello personale, per cui ci si aiuta a vicenda, in campo come dalla panchina. Ed il merito maggiore di tutto ciò va senza alcun dubbio ascritto a mister D'Aversa, che ci sta gestendo al meglio. Dando continuità a chi dimostra di meritarlo ma tenendo, al tempo stesso, tutti sulla corda, affinchè nessuno possa sentirsi certo di una maglia da titolare». Oggi la squadra riprenderà a lavorare, in vista della trasferta di Avellino. La prima di un trittico ravvicinato di impegni che vedrà la Virtus scendere in campo tre volte (al Partenio, in casa con la Pro Vercelli ed a Chiavari), nell'arco di soli sette giorni.
Stefano De Cristofaro
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