Lanciano, troppi gol su palle inattive
È il tallone d’Achille della difesa. Ferrario: è colpa della poca attenzione, perché ci alleniamo molto su questo difetto
LANCIANO. La Virtus Lanciano si prepara a sfidare la prima della classe, il Carpi. La squadra dell’ex Fabrizio Castori, il tecnico della marcia trionfale degli emiliani in serie A, ha la migliore difesa e uno dei migliori attacchi del campionato di serie B, ha più vittorie e meno sconfitte in stagione.
Anzi, per la precisione, ha più del doppio della vittorie della Virtus (22 vittorie Carpi, contro 10 del Lanciano, ndc) e ha subìto la metà esatta delle sconfitte rispetto ai rossoneri: 5 contro le 10 della squadra di mister D’Aversa. Che incassa gol da 6 gare di seguito.
L’ultima partita in cui la porta di Nicolas non è stata violata risale infatti alla sfida in casa contro l’Entella, con la vittoria dei rossoneri per uno a zero. Ed è anche l’ultima vittoria dei frentani, che stanno soffrendo molto in attacco e un po’ meno in difesa, rispetto all’andata.
Nella prima parte di stagione la Virtus dopo 18 giornate ha fatto registrare 26 gol fatti e 20 subiti, tra cui i 5 gol presi in una sola gara, contro il Frosinone.
Nel girone di ritorno i gol fatti sono solo 18, mentre 19 quelli subiti.
Pochi gol, anche se molte sono state le occasioni per farli, molta sfortuna (diversi i legni colpiti dai rossoneri) e soprattutto – ed è il tallone d’Achille di tutta la stagione – tanti, troppi i gol subiti su palla inattiva e in rimonta. Sia che la difesa fosse guidata dalla coppia di centrali Troest/Ferrario, utilizzata molto all’andata, che da quella formata da Troest-Aquilanti, che ha caratterizzato il ritorno e le ultime gare.
«I tanti gol presi su palla inattiva sono solo una questione di attenzione», ha spiegato Stefano Ferrario, in una intervista tv, «perché abbiamo provato tutte le possibili soluzioni. Ci abbiamo lavorato tanto sulle palle inattive, cambiando anche la difesa: da zona a uomo. A tratti ci siamo riusciti. Ad ogni modo è solo una questione di attenzione».
«Per quanto riguarda le rimonte subite dopo essere stati in vantaggio», ha affiunto il difensore della Virtus Lanciano, «sono dipese dal fatto che noi non riusciamo a chiudere le partite, pur avendo le occasioni, e gli avversari con mezzo tiro pareggiano».
Per Ferrario, fuori dal 14 febbraio scorso per un infortunio a un polpaccio, da cui si è ripreso da un paio di settimane, a complicare la strada alla Virtus – che ha bisogno di un punto a Carpi per la salvezza matematica – hanno pensato anche la sfortuna e gli infortuni, che hanno falcidiato una rosa certamente non ampia. «I bilanci si fanno a fine stagione», ha precisato il difensore, «ma credo che sia stato un campionato positivo, fatto da una squadra bella che divertiva in campo, ma che è stata fatta con budget ridotto e quindi ha sofferto quando ci sono stati infortuni seri».
E lunghi, come quelli di Amenta, Turchi ( che è ancora fuori), Cerri, Paghera, dello stesso Ferrario, del portiere Nicolas e ora di Gatto. Infortuni che hanno tenuto per settimane, per mesi, questi calciatori lontani dal campo bloccando così cambi importanti per una squadra che pratica, a differenza dell’anno scorso, quando badava soprattutto a difendersi, un bel gioco, un gioco divertente, ma sicuramente più dispendioso.
E che quindi ha bisogno di diversi giocatori in un campionato lungo come quello di B.
«Ma il campionato non è finito», ha chiuso il difensore rossonero Stefano Ferrario, che è in scadenza di contratto, «ci attendono altre tre partite. Si parte da Carpi, dove andiamo per ottenere il massimo risultato. Andiamo a prenderci punti per finire al meglio la stagione. Non siamo appagati».
Teresa Di Rocco
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