Lanciano va ko e cade dal trono

31 Ottobre 2019

Prima sconfitta casalinga della gestione De Vincentiis per mano della Torrese al quarto successo di fila

LANCIANO. Un gol a freddo per indirizzare la partita, un assetto tattico impeccabile per legittimare il vantaggio, la fisicità per portarla a casa: la Torrese esce dal Biondi meritando il quarto successo consecutivo. L’avvio di stagione da incubo dei giallorossi forse va una volta per tutte in soffitta. Il Lanciano, invece incassa il primo ko casalingo della presidenza di Fabio De Vincentiis, che costa il primo posto in graduatoria a beneficio del Castelnuovo, nonché un paio di considerazioni generali con cui fare i conti. A centrocampo la coperta ieri è sembrata corta in maniera preoccupante: Quintiliani e Petrone sono ancora indisponibili; Verna e Shipple non sono al meglio, si allenano a singhiozzo e, come domenica a Cupello, non si sono certo risparmiati. Con i cambi (i frentani ne scelgono appena due) la Torrese ha una marcia in più per arginare un Lanciano che, a onor del vero, pressa e gioca, pur producendo poco negli ultimi metri. Ai padroni di casa, anche per merito dei giallorossi, manca lo spunto nell’uno contro uno e la brillantezza negli spazi stretti, come sottolinea anche il tecnico Di Pasquale a fine gara.
Di fronte c’è, però, anche l’undici di Cristofari che ingabbia Gragnoli al centro e Micciché sull’out sinistro, subisce qualcosa in più a destra con la sovrapposizioni di Minchillo e Sardella, ma ci mette sempre una pezza. E qui c’è l’altra considerazione con cui fare i conti: Minchillo è brillante in fase offensiva, essendo un attaccante di ruolo, ma in difesa deve crescere. Viene da sé che nel pacchetto difensivo qualcosa manca. Di certo ai frentani non fa difetto la prova di squadra, ma buona volontà e predominio territoriale si scontrano subito col gol a freddo di De Angelis, che dopo qualche minuto si ritrova la palla tra i piedi appena dentro l’area e tira, il contrasto di un difensore inganna Forti, la palla sbatte sul palo e rimbalza in rete. Il Lanciano reagisce subito e bene: al 7’ Abate devia in angolo un tiro di Sardella, che sul corner sfiora la traversa di testa. Al 15’ incursione di Minchillo che dal fondo appoggia a Verna (anche ieri migliore dei suoi) che tira male. Al 34’ Micciché ci prova di prima, ma Abate respinge. La Torrese gioca di rimessa, e quando riparte alleggerisce sempre bene e a lungo la pressione rossonera. Nella ripresa Forti viene chiamato in causa al 15’ e al 39’ da Petronio e in pieno recupero da Maloku, ma è un’incertezza difensiva a favorire la doppietta di De Angelis al 21’. Non chiude la partita, perché il Lanciano è sempre lì davanti: a mettere in cassaforte il risultato è semmai la prova corale e tattica dei giallorossi. Di Pasquale getta nella mischia Polisena per Shipple, ma neanche l’attacco a quattro riapre i giochi. Finisce perciò con la tifoseria frentana che vede i rossoneri perdere al Biondi dopo 890 giorni e 42 partite ufficiali: l’ultima volta fu a fine aprile 2017, quando la squadra di Lanciano era la Marcianese e a fare festa fu il Guastameroli. Una vita fa, un’altra epoca, per certi versi un incubo finito quando De Vincentiis è arrivato a promettere nuovi sogni. Ora il Lanciano deve leccarsi le ferita in un battito di ciglia e serrare le fila: domenica al San Marco di Pescara del Delfino Flacco Porto è già tempo di correre e lottare per continuare a sognare.
Andrea Rapino
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