Lanciano, è il giorno dell’esclusione dal professionismo

19 Luglio 2016

LANCIANO. È il giorno, amaro, del verdetto. Oggi il Consiglio federale escluderà ufficialmente la Virtus Lanciano dal campionato di Lega Pro. Dopo la mancata iscrizione al campionato e il mancato...

LANCIANO. È il giorno, amaro, del verdetto. Oggi il Consiglio federale escluderà ufficialmente la Virtus Lanciano dal campionato di Lega Pro.

Dopo la mancata iscrizione al campionato e il mancato ricorso anche in seguito al “no” della cessione della società al fantomatico consulente finanziario romano Roberto Dominici, sarà la fine dei sogni. «Il no era naturale», spiega Claudio Di Menno Di Bucchianico legale rappresentante Virtus, «visto che l’interesse di questo consulente è stato manifestato il 14 luglio e il giorno dopo si chiudevano i ricorsi. L’attenzione della proprietà a valutare l’offerta c’è stata, ma i tempi erano strettissimi. Ricapitalizzazione (2.300.000 euro), assegni (80.000 euro),documenti da fare in pochissime ore. Poi con un intermediario e non con Dominici, che non si è presentato in sede. Nonostante le perplessità avevamo anche chiesto all’avvocato Chiacchio come si poteva presentare il ricorso, ma anche lui ha detto che era impossibile. Quindi è arrivato il no. Con Candeloro c’era stata invece una vera trattativa, con incontri, ma non è stata chiusa. I Maio hanno fatto tutto quello che era nelle loro possibilità per mantenere la squadra in Lega Pro, ma non ci si è riusciti».

Quale sarà il futuro della Virtus? «Stiamo valutando l’opportunità di mantenere solo il settore giovanile», spiega Di Bucchianico, «ci sono circa 400 ragazzi dal gruppo di alfabetizzazione motoria dai 3 anni ai 18 anni nelle nostre squadre. La scuola calcio dopo 5 anni è diventata d’Elite, abbiamo un patrimonio da salvaguardare. Inoltre porteremo avanti la squadra femminile in serie C».

Una risposta, parziale, ai tanti genitori che chiedono cosa ne sarà dei loro figli. In particolare quelli dai 15 anni in su che in teoria sarebbero “giovani di serie” e quindi svincolabili, come i professionisti della prima squadra, dal presidente federale quando indicherà la mancata affiliazione della Virtus al campionato. Nelle società di puro settore giovanile infatti si svolgono campionati fino agli Allievi regionali. Ma, anche se la Virtus dovesse restare in scena con una società di pure settore giovanile, questa non colliderebbe con la formazione di una nuova società che possa chiedere come rappresentante della città di Lanciano l’iscrizione in serie D o Eccellenza per meriti sportivi. Ma sul fronte di questa nuova società, a cui parteciperebbe anche un gruppo di tifosi, ancora bocche cucite. Parla solo la Marfisi Carni, tirata in ballo nella cordata di imprenditori tra cui Gilberto Candeloro, che invece non è stata contattata anche se un aiuto sarebbe pronta a darlo. «Non abbiamo ricevuto alcun contatto né da parte del sindaco né da altri imprenditori per entrare in una nuova società calcistica», affermano dalla Marfisi Carni.

Teresa Di Rocco

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