Lapa-Del Fabro, scontro di gioco

29 Febbraio 2016

Immagini e foto smentiscono la tesi del colpo proibito a fine partita

PESCARA. Nessun pugno, testata o colpo vigliacco dopo il triplice fischio di Pescara-Ascoli. Dario Del Fabro è uscito dal campo sanguinante per uno scontro fortuito con Gianluca Lapadula. A distanza di qualche ora sono spuntate immagini e foto che ritraggono l’attaccante biancazzurro intento a intercettare il pallone respinto dalla traversa colpita da Zampano. È l’ultima azione prima del triplice fischio dell’arbitro Pinzani. Lapadula salta più in alto di Canini e Del Fabro allargando le braccia e il suo gomito centra il volto del difensore dell’Ascoli. Nel post partita gli ascolani accusano la punta di aver centrato volontariamente Del Fabro, invece si capisce chiaramente che l’impatto è fortuito. Nella tarda serata di sabato in rete appaiono i primi video dai quali emerge che Del Fabro non partecipa affatto al parapiglia finale. Ad un certo punto si vede il calciatore dell’Ascoli lontano dalla zona della gazzarra accanto ad un membro dello staff sanitario bianconero. E sabato sera, poco prima della mezzanotte, lo stesso Lapadula chiarisce la questione sui social network. “In campo si lotta e si combatte”, scrive il capocannoniere della B su Facebook e Instagram, “a fine partita massimo rispetto per l'avversario! Prima d'inventare storie, ricordate che un sacco di bambini ci guardano, ci ascoltano e leggono”. Il tutto a corredo di una fotografia che ritrae l’impatto con Del Fabro. Dopo la partita il difensore bianconero è stato accompagnato da un dirigente all’ospedale di Ascoli Piceno dove gli esami hanno escluso fratture al setto nasale. Dunque, nulla di grave per il 21enne sardo che ha riportato una ferita lacero contusa fra le due sopracciglia (quattro punti di sutura). E ieri la Pescara Calcio ha pubblicato la seguente nota: “La Delfino Pescara 1936 e Gianluca Lapadula”, si legge sul comunicato, “esprimono il loro rammarico per lo scontro di gioco ai danni di Dario Del Fabbro con conseguente taglio e punti di sutura e augurano al calciatore una pronta e immediata guarigione”. Ebbene, la ricostruzione fantasiosa di qualcuno è stata smontata dalle immagini e dalle testimonianze. La baraonda, infatti, era cominciata con un pallone scagliato con forza verso la curva Nord da Mitrea. Dopo tale gesto, ritenuto irriverente dai giocatori del Pescara, Alessandro Bruno si è avvicinato al difensore romeno dell’Ascoli per rimproverarlo e da lì è partito il caos. I video testimoniano che non ci sono stati colpi violenti tra calciatori o dirigenti, tant’è che nei loro confronti non è stato preso alcun provvedimento disciplinare. Le squalifiche dei tre ascolani (Milanovic, Giorgi e Almici) sono scaturite dai fatti avvenuti durante la partita. Resta l’amarezza per aver assistito ad un finale indecoroso. Eppure, all’inizio del campionato il presidente della Lega B Andrea Abodi aveva indicato nella correttezza il punto cardine di questo torneo. In B è stato anche introdotto il cartellino verde per premiare i protagonisti di gesti di fair play. Evidentemente i buoni propositi non bastano. (g.t)

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