Lapadula segna e il Perù sogna Italia, Ventura difende Mancini

ROMA. C'è un italiano che segna in nazionale e al Mondiale spera ancora di andarci. È Gianluca Lapadula, nuovo eroe nazionale del Perù, che nel novembre del 2016 quando giocava nel Milan, venne...
ROMA. C'è un italiano che segna in nazionale e al Mondiale spera ancora di andarci. È Gianluca Lapadula, nuovo eroe nazionale del Perù, che nel novembre del 2016 quando giocava nel Milan, venne convocato dall'allora ct azzurro Gian Piero Ventura. Che poi però non lo fece giocare: Lapadula alla fine si stancò e scelse il paese di sua madre, il Perù. Martedì notte, con il suo primo gol dell'anno con la maglia del Perù, a spese del Paraguay, l'attaccante che ora gioca in B col Benevento ha tenuto in vita il sogno mondiale della nazione Inca, con il quinto posto finale ottenuto nel girone delle qualificazioni mondiali. Questo dà diritto al Perù di giocare, a giugno e in campo neutro (quasi sicuramente in Qatar), lo spareggio fra la vincente di Australia-Emirati Arabi che a loro volta si sfideranno il 7 giugno per designare la sfidante della 'Bicolor'. Nessuno era mai riuscito a rimanere in gioco per il Mondiale dopo aver fatto un solo punto nelle prime cinque partite delle eliminatorie, come è successo adesso al Perù.
Azzurri fuori. «È da più di quattro anni che mi porto un dolore dentro. E questo dolore con la sconfitta dell'Italia con la Macedonia, è tornato intenso come quattro anni fa (dopo il ko con la Svezia nello spareggio del 2017).Quattro anni fa ho subito una lapidazione». È il monologo dell'ex ct dell'Italia Gian Piero Ventura che a 'Le Iene’, commenta la mancata qualificazione dell'Italia ai prossimi Mondiali. «Sono diventato l'uomo nero: quello che non si è dimesso dopo la sconfitta con la Svezia perché voleva rubare uno stipendio. Ecco perché ora difendo Mancini e sono contento che abbia deciso di restare». È tornato a parlare anche Mario Balotelli, che Mancini ha scelto di non convocare: «Io manco quando si perde, è facile dirlo ora, prima della partita nessuno pensava a me. Ma ci sono state tante occasioni e io sotto porta son bravino». Nella partita di Mashhad tra Iran e Libano, che ha qualificato la nazionale al Mondiale, duemila tifose che avevano acquistato il biglietto non sono state fatte entrare allo stadio. Una politica inaccettabile che la Fifa potrebbe punire con l’esclusione dell’Iran da Qatar 2022.
Ma in ogni caso, non ci sarebbe alcuna speranza di ripescaggio per l’Italia.

