Lapadula è il solito killer: pokerissimo Pescara

24 Aprile 2016

Memushaj e il bomber ribaltano il Brescia: è praticamente fatta per i play off

PESCARA. Chi, se non Gianluca Lapadula? Ancora lui, decisivo anche contro il Brescia. Quinta vittoria consecutiva per il Pescara che ormai ha un piede e mezzo nei play off e nelle ultime quattro gare di campionato dovrà (solo) cercare di conservare il quarto posto in classifica (scontri diretti a favore con il Bari, anch’esso a quota 64 punti) e, possibilmente, di migliorarlo. Nello strappo verso gli spareggi-salvezza dei biancazzurri, nel momento clou della stagione, la firma di Lapadula è indelebile. Sei gol nelle ultime cinque gare, uno più bello dell’altro, uno diverso dall’altro. E tutti fondamentali. Nel giorno in cui la società ha festeggiato gli 80 anni con tante vecchie glorie che hanno sfilato nel pre-partita non poteva che essere l’uomo-simbolo della squadra (24 gol tutti su azione) a griffare il successo che ha mandato in visibilio i quasi diecimila dell’Adriatico-Cornacchia. Lapadula è l’emblema di una squadra che ultimamente è apparsa più concreta che frizzante. Ma che ha scalato un’altra posizione in graduatoria sempre grazie alla forza del gioco alla quale, però, ha abbinato cuore e agonismo nel secondo tempo, dopo una prima frazione di gioco disputata al piccolo trotto. Tre punti strappati con i denti da una formazione, quella di Oddo, che prima è andata sotto e poi, nella ripresa, ha trovato le risorse, più caratteriali che tecniche, per ribaltare il risultato contro un Brescia che ha avuto il torto di non chiudere la gara.

Partita piacevole. Il Pescara è partito bene, ha sfiorato la rete dapprima con Lapadula (semirovesciata spettacolare con Minelli pronto a deviare in angolo) e poi con Memushaj e Caprari. Poi, un errore di Torreira in fase di impostazione, ha dato la stura al vantaggio del Brescia firmato da Dall’Oglio con una conclusione dalla distanza. I biancazzurri hanno accusato il colpo e le Rondinelle hanno legittimato il vantaggio. Probabilmente, nel Pescara si è fatta sentire un po’ di stanchezza per gli impegni ravvicinati. Ma, nella ripresa, ha pigiato il piede sull’acceleratore con rabbia e determinazione, complice anche il passaggio dal 4-3-2-1 al 4-2-3-1 per via dell’ingresso in campo di Verde per Torreira. Tre angoli in altrettanti minuti in avvio e sul terzo corner ecco la palla calciata da Verde e deviata in rete di testa da Memushaj sul primo palo. Sulle ali dell’entusiasmo il Pescara ha continuato ad attaccare, mettendo alle corde il Brescia. Grande prova dell’albanese Memushaj in mezzo al campo. Occasioni su occasioni, ospiti in ambasce fino al 32’ quando Lapadula si è inventato un altro gol. Su lancio di Pasquato, il bomber della B ha protetto il pallone sull’uscita fuori dall’area di rigore del portiere, poi si è girato e ha tirato in porta, facendo esplodere di gioia i quasi diecimila dell’Adriatico-Cornacchia. «Fallo tutta la vita», ha sentenziato il tecnico dei lombardi Boscaglia, riferito a Lapadula; non per l’arbitro Sacchi di Macerata.

Finale di gara palpitante, prima l’espulsione di Verre, poi quella di Mazzitelli; in mezzo gli attacchi delle Rondinelle e l’occasione da rete fallita da Cappelluzzo. Successo meritato nel giorno in cui la tifoseria ha fatto un viaggio nella storia con i personaggi che hanno sfilato (ovazione per Galeone, Junior e Rocco Pagano, in particolare) sul prato dell’Adriatico-Cornacchia. Una festa con un unico neo, l’infortunio di Daniele Verde che è uscito dal campo tra le lacrime.

A quattro giornate dalla fine, Crotone e Cagliari aspettano solo la matematica per festeggiare la serie A; il Pescara ha davanti il Trapani (otto vittorie di fila) dopo aver affiancato il Bari. All’orizzonte due gare in casa e altrettante in trasferta e un obiettivo: chiudere la stagione regolare al terzo posto in modo tale da partire in pole position nei play off e godere del vantaggio del fattore campo.

Quel vantaggio che nella passata stagione ha permesso al Bologna di salire in A proprio a scapito di Oddo e della sua squadra. Se ripenseranno alla delusione della notte del Dall’Ara, beh, c’è da credere che non toglieranno il piede dall’acceleratore. A partire da sabato a Chiavari.

@rocccoletti1

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