L’Aquila contestata dai tifosi, Fucili resta in bilico

La società si è riunita ieri per un primo confronto senza arrivare ad alcuna decisione sull’allenatore Michele Fucili (foto). Nella prossime ore ci dovrebbe essere maggiore chiarezza
L’AQUILA. In casa L’Aquila 1927 non è certo un bel momento. I pareggi scialbi contro il Castelfidardo, ultimo in classifica, e contro il Chieti in una situazione di classifica e societaria disastrosa, hanno suscitato le critiche e la contestazione della piazza domenica scorsa, soprattutto perché gli obiettivi del club erano ben diversi all’inizio della stagione sportiva.
La società ha investito tante risorse economiche per allestire la squadra e provare a centrare il risultato, però poi alla fine è sempre il campo che parla. E in questo momento parla a singhiozzi. Attorno alla figura del tecnico Michele Fucili ci sarebbero delle riflessioni in corso, che già erano emerse dopo il pari interno contro il Castelfidardo, sopite poi con la vittoria a Recanati e che si sono riattivate dopo il pareggio contro il Chieti. Ieri sera, a quanto se ne sa, si sarebbe discusso pure di questo argomento anche se la scena, durante la giornata, è stata rubata dalle inibizioni ai vertici societari per alcuni tesseramenti effettuati. Fino a ieri sera quindi non c’è stata nessuna posizione ufficiale da parte del club sull’allenatore Fucili. La società è intervenuta soltanto con una nota stampa ufficiale per la questione delle inibizioni. Nelle prossime ore, di certo, se ne saprà di più. La decisione, se sarà presa chiaramente su un eventuale esonero, spetterebbe alla parte “romana” capitanata dal presidente Stefano Baiocco che ha la delega per questa stagione a curarla. Il tecnico aquilano che pure era partito bene, persona perbene e che merita il massimo rispetto da questo punto di vista, è finito alla gogna dei tifosi per alcune scelte tecniche operate che gli vengono contestate ma anche per le prestazioni della squadra che non sono state da un po’ di tempo a questa parte all’altezza delle aspettative.
In tutto questo c’è stato anche un buon mercato di riparazione da parte dell’Aquila, con arrivi e partenze. Risultati troppo altalenanti però. Anche se, è altrettanto ovvio, che non può essere il tecnico il solo capro espiatorio della situazione perché le “colpe” andrebbero ripartite in egual misura, a partire da quelle dei giocatori che scendono in campo che, forse, avrebbero dovuto mettere più grinta e convinzione in alcuni match senza perdere punti preziosi e vitali per la corsa ai primi posti. Fatto sta che la piazza è scontenta e la società riflette sul da farsi. I bilanci definitivi sono rimandati comunque a fine stagione. Per ora bisogna finire degnamente e cercare di fare il massimo partita dopo partita, sapendo che otto punti dalla vetta sono tanti ma che, alla fine, arriverà davanti chi sbaglierà meno e L’Aquila ha gli scontri diretti ancora da giocare. Sul fronte squadra, oggi riprendono gli allenamenti.
Da valutare le condizioni di Tavcar che ha chiesto il cambio ad inizio secondo tempo per un problema al ginocchio. Un tegola che si abbatterebbe su un giocatore che ha già avuto un lungo infortunio in precedenza. Bene invece per capitan Alessandro Brunetti che domenica è tornato in campo anche se non dal primo minuto e che ha recuperato a pieno dimostrando, ancora una volta, la necessità di averlo in campo sia come giocatore che come uomo.

