L’Aquila, due nomi per il ds: Pelliccioni o Mammarella

La società rossoblù impegnata a gettare le basi per la nuova stagione: si pensa a una fondazione per sponsor e imprenditori. (Nella foto, i due direttori sportivi Carlo Mammarella e Alfio Pelliccioni)
L’AQUILA. In casa L’Aquila 1927 sarà una settimana decisiva, o almeno così dovrebbe essere. La società ancora non ufficializza il nome del futuro direttore sportivo (uno tra Pelliccioni e Mammarella) ma pare che a livello societario ci si stia muovendo per rafforzare la compagine.
La prima casella è stata intanto riempita dal nuovo direttore generale Flavio Betturri che già sta lavorando e che prende di fatto il posto dell’ex direttore generale, poi divenuto amministratore, Simone Bernardini con il quale il rapporto si è interrotto a fine stagione. Per lui, che respira calcio da sempre, nonostante la giovane età, c’è all’attivo un’esperienza importante al Trastevere per ben 14 anni dove ha ricoperto diversi ruoli. Del resto la società era già amica con il Trastevere del papà Pier Luigi Betturri e potrebbe nascere una collaborazione ancora più forte tra i due club.
Ma la vera novità, non confermata da fonti ufficiali, sarebbe quella di una sorta di fondazione da creare per convogliare sponsorizzazioni e imprenditori e sostenere così economicamente una parte della società, perché l’altra verrebbe comunque garantita dal grande lavoro, come ogni anno, della componente dei tifosi che hanno ripreso in mano il 100% delle quote dopo l’addio della Baiocco Holding, sempre bravi a trovare sponsor e contributi anche di grandi aziende. Su questa ipotesi di lavoro c’è però il massimo riserbo anche perché va capita bene, ma i bene informati dicono che ci si starebbe lavorando, col contributo importante dell’avvocato Andrea Tatafiore che già faceva parte del consiglio di amministrazione dell’Aquila.
La scelta del ds sarà successiva alla “sistemazione” societaria. In lizza restano i due, Mammarella sembra più difficile perché il sindaco di Terni Bandecchi lo vorrebbe con sé nel suo nuovo progetto sportivo. Prima la società insomma e poi l’aspetto tecnico, o almeno questa pare l’indicazione dominante.

