Lasciamo perdere le tabelle

28 Febbraio 2017

di ANTONIO DE LEONARDIS Il risveglio è stato brusco e per certi versi anche sorprendente ma solo per chi aveva sopravvalutato l'effetto Zeman dopo la facile goleada dell'esordio contro un Genoa a...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Il risveglio è stato brusco e per certi versi anche sorprendente ma solo per chi aveva sopravvalutato l'effetto Zeman dopo la facile goleada dell'esordio contro un Genoa a pezzi. Il primo a credere che la realtà fosse ben diversa da quella che poteva apparire dopo il largo successo con i rossoblù era stato lo stesso boemo che, non a caso, nella settimana prima della trasferta di Verona aveva messo sotto, e di brutto, i biancoazzurri, nella speranza di poter accelerare il processo di crescita della squadra tale da garantire un finale di stagione non solo dignitoso ma anche il più possibile competitivo anche di fronte a una situazione che considerare difficile è solo un eufemismo. Le tabelle - salvezza che giravano dopo il primo successo stagionale erano solo un futile esercizio di ottimismo che non avevano ovviamente niente a che fare con la realtà.

E questo perché i valori espressi dal campionato sono da tempo fin troppo chiari e tutt'altro che bugiardi, sia in testa che in coda, né era pensabile, come invece ipotizzato, che in questa fase della stagione ci fossero già squadre demotivate e per questo meno difficili da affrontare. Il Chievo, come era logico attendersi, ha fatto la partita al meglio delle sue possibilità e gli è bastato per vincere a mani basse contro una squadra che in campo ha dato l'impressione di non poter competere né sul piano fisico né su quello della tecnica e del gioco.

E del resto è più o meno quello che è successo a Crotone dove il Cagliari ha messo in ginocchio i calabresi, tutt'altro che arrendevole pure la Sampdoria che nei minuti finali ha fatto sfumare il successo del Palermo. Là in fondo alla classifica, insomma, tira più che mai aria pesante, e non può certo consolare la marcia altrettanto a rilento dell'Empoli che, a dodici turni dalla conclusione, mantiene un margine di vantaggio di ben sette punti sulla terzultima (e di 10, più il 4 a 0 dell'andata, sul Pescara). D'obbligo, dunque, andare avanti partita per partita e lasciar perdere inutili e inopportune tabelle, la fiammella della speranza, che resta quanto mai flebile, deve provare a tenerla accesa la squadra almeno fino a quando non sia la matematica a condannarla.

Ma è ovvio che per tener fede a questo obiettivo minimo i biancoazzurri devono dare molto di più di quanto hanno messo in campo domenica a Verona contro il Chievo. E questo perché se non hai corsa, testa e spirito di sacrificio non vai da nessuna parte e, anzi, diventa un'impresa anche chiudere con una sconfitta onorevole che pure, vista la classifica non cambierebbe di una virgola la già pesante situazione. Al tecnico e ai giocatori il compito di provare a invertire la rotta, quanto meno per non buttar via l'entusiasmo dell'ambiente che sembrava ritrovato appena otto giorni fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA