«Lavoro e gruppo unito, così Roseto è capolista»

8 Novembre 2016

Coach Di Paolantonio: «E domenica vorrei tanta gente al seguito ad Ancona»

ROSETO. Non finisce mai di stupire questo Roseto Sharks, che complice il rinvio al 16 novembre del match tra Virtus Bologna e Treviso, e grazie ai 2 punti d’oro conquistati a Forlì, si ritrova da sola al comando della classifica del girone Est della serie A2 di basket. Cinque vittorie in sei partite: in queste ore i giocatori biancazzurri, la società e soprattutto il coach Emanuele Di Paolantonio, sono sulla bocca di tutti, dai giornali sportivi nazionali fino ai tifosi delle altre squadre di A2, additati come vero miracolo di questo inizio stagione.

L’allenatore abruzzese fedele al suo personaggio, preferisce mantenere un profilo basso: «La felicità di tutti, giocatori, staff tecnico e società è ovviamente alle stelle; tutti ci chiedono il segreto di queste vittorie; beh, a me piace pensare che è tutto nel lavoro che facciamo in palestra, in quella convinzione che abbiamo maturato per cui quando giochiamo di squadra siamo più forti».

Una motivazione semplice ma efficace: negli ultimi due turni Roseto ha superato Udine e Forlì, due squadre talentuose, ma apparse un po’ troppo attaccata alle prestazioni dei singoli; di contro il quasi trentello del capocannoniere Adam Smith, arriva spesso grazie ai compagni, che lo cercano sempre: «Adam è un talento che ha anche una grande etica lavorativa. I suoi compagni sanno che possono contare su di lui in attacco, col risultato che i suoi canestri spesso arrivano senza grandi forzature, dopo una buona circolazione di palla».

Anche Casagrande ha tirato fuori dal cilindro una prestazione sopra le righe: 8 punti e ben 11 rimbalzi, una presenza in area che ha permesso anche diversi secondi tiri in attacco: «Ricky era una delle chiavi del match, la sua fisicità in difesa sui loro americani ha fatto la differenza, e poi è stato bravo a farsi trovare pronto».

Domenica è stato anche il vero esordio per Sherrod, che con Udine aveva giocato solo 3 minuti. Per lui 12 punti in 22 minuti, tirando col 60% e prendendo 7 rimbalzi: «Brandon è andato bene fin dall’inizio, dandoci quella fisicità e quella presenza in area che ci serviva, visto che avevamo fuori Paci per un infortunio. Lui si sta ancora inserendo nei giochi, pensate che praticamente si era allenato solo il martedì, quindi ci aspettiamo tutti una sua crescita, anche dal punto di vista fisico», precisa l’incontentabile coach.

Ma se anche l’americano, ultimo arrivato, diventa in fretta un fattore positivo in campo, vuol dire che le scelte di mercato sono state davvero super: «Conta anche la fortuna», quasi si schernisce il coach. «Ad esempio con Briggs non è che ci avessi azzeccato molto», ride divertito, sdrammatizzando e prendendosi un po’ in giro: un segno evidente che forse il vero segreto di questo allenatore è nel suo l’equilibrio complessivo: «Sappiamo tutti che avremo anche momenti meno felici, sarà importante trovarsi preparati a questa eventualità, e restare uniti».

Almeno 250 i tifosi che vi hanno seguito a Forlì, ed ora un’altra trasferta, domenica prossima ad Ancona contro Recanati: «La verità è che noi, in casa e fuori, non siamo mai soli, i tifosi ci seguono, sentiamo il loro affetto e questo è per noi un grande vantaggio. Anzi, visto che il PalaRossini in fondo dista solo un centinaio di chilometri, invito i tifosi a venire in massa, a tingere di biancazzurro le tribune», sorride Di Paolantonio.

Coach, oggi è il compleanno sia di Smith che del presidente Cimorosi: ha pensato ai regali?

«Non lo sapevo… Adam i regali li sta facendo a noi, mentre al presidente uno piccolo gliel’ho già fatto», ride di gusto l’allenatore biancazzurro, «mentre per quello più grosso ci lavoreremo per tutta la stagione».

Marco Rapone

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