Lavoro e umiltà: così Eusebio fa bella la Roma

2 Novembre 2017

Il successo sul Chelsea e la qualificazione agli ottavi a un passo certificano la bontà del tecnico pescarese che punta sul collettivo e su una difesa di ferro

ROMA. «Credo nel lavoro e in quello che propongo». Ci sono questi due semplici concetti alla base della “rivoluzione” della Roma targata Eusebio Di Francesco. La squadra uscita tra gli applausi dell'Olimpico dopo l'inaspettato 3-0 sul Chelsea ha toccato il suo apice stagionale, ma la prestazione praticamente perfetta offerta coi Blues è figlia soprattutto degli allenamenti cominciati a Pinzolo in estate e proseguiti poi a Trigoria. «I ragazzi ci hanno messo un pochino a capire quello che chiedo, ma ora chi va in campo sa quello che deve fare, stiamo raccogliendo i frutti», ha confessato il tecnico abruzzese, sicuro che la crescita dei giallorossi sia solo all'inizio: «Questo è un percorso che stiamo proseguendo, e non è finita. Sono convinto che ci toglieremo grandi soddisfazioni». La prima potrebbe arrivare già il 22 novembre visto che con un risultato positivo a Madrid con l'Atletico si staccherebbe il pass per gli ottavi di finale di Champions League con un turno d'anticipo. Un traguardo impensabile al momento del sorteggio, ma che invece ora la Roma sente a portata di mano. Ovviamente, la coppa non è un obiettivo, ma più a lungo durerà il cammino nell'Europa che conta più alta sarà la crescita della squadra sul campo e maggiori gli introiti nelle casse di Trigoria. Di certo il bilancio sportivo, a differenza di quello economico, è già in attivo grazie alla “cura” Di Francesco. Un tecnico arrivato a Roma senza il blasone dei grandi, forte della bella avventura con il Sassuolo, con idee chiare in testa e poca boria. La squadra bella e compatta vista col Chelsea, celebrata anche dalla stampa inglese («Ma che bello è il giorno dopo Roma-Chelsea?» scrive l'ad giallorosso, Gandini; «Notte magica» gli fa eco il ds Monchi, l'altro demiurgo della nuova Roma) ha confermato di aver assorbito col tempo alcuni dettami del suo tecnico: innanzitutto in campo si muove sempre più come un corpo unico, con reparti vicini e pronti ad aiutarsi sia in fase offensiva che in quella difensiva. Non è un caso che su 14 gare giocate tra campionato e Champions ben 9 si siano chiuse senza aver subito reti (Alisson è imbattuto da 375' minuti). Un altro dato interessante è quello relativo alla distribuzione delle reti, con la Roma a segno più nel primo tempo (dei 25 gol realizzati finora, ben 16 sono arrivati prima del 45' minuto). Il capocannoniere del gruppo, nonostante un digiuno lungo quattro partite, resta Edin Dzeko con 10 centri, seguito dal protagonista della serata di martedì, El Shaarawy (5 gol). Per far il definitivo salto di qualità Di Francesco si aspetta adesso la collaborazione dei nuovi acquisti. Ad eccezione di Kolarov - e non considerando Karsdorp (ko fino a primavera) - nessuno ha inciso davvero. In particolare il terzetto offensivo formato da under, Defrel e Schick ha deluso le aspettative, sia pure per motivi diversi. Soprattutto da loro dipenderà l'ulteriore crescita della Roma. A partire da domenica a Firenze dove i giallorossi proseguiranno la corsa in campionato a caccia di uno dei primi quattro posti in classifica.
Antonio Calente