Lazio a valanga per l’Europa League
Record di vittorie (21) nell’era Lotito. Giampaolo: «Colpa mia»
ROMA. Era difficile fare meglio del 6-2 contro il Palermo, ma la Lazio di Simone Inzaghi non finisce mai di sorprendere e ieri contro la Sampdoria i gol segnati sono stati addirittura 7. Un punteggio che a Roma ricordano solo dai tempi di Zeman, anche nei tre gol subiti di cui gli ultimi due a gara ormai definitivamente archiviata.
Il 7-3 dell’Olimpico consolida il quarto posto a 70 punti (superata la Lazio di Pioli), consegna a Inzaghi anche l’aritmerica del sesto posto che significa Europa League. «Ci speravo», gongola Simone Inzaghi a fine match, «conoscevo questo gruppo e sapevo che mi avrebbero seguito. Onore ai ragazzi perché hanno fatto una stagione al di sopra di ogni attesa. Deve essere un punto di partenza perché dovremo cercare di migliorarci». «Ora abbiamo il dovere di finire nel migliore dei modi in campionato e in finale di Coppa Italia», prosegue il tecnico biancoceleste, che ieri ha stabilito il record di 21 vittorie nell’era Lotito (media punti 2.05) e di 70 punti fatti a due lunghezze dal record di Eriksson nel 2000.
Dall’altra parte nessun alibi per Giampaolo: «Abbiamo fatto un approccio non appropriato di cui mi sento di assolvere la squadra perché la responsabilità è mia ed evidentemente ho sbagliato qualcosa in settimana», le parole del tecnico blucerchiato, «all’andata quella con la Lazio era stata la partita più dispendiosa, questa era una partita che avremmo dovuto giocare in 14…».

