Lazzari: Bjarnason rivuole il posto? Se lo deve sudare

Il centrocampista a segno a Crotone: la scelta è del mister Il gioco non piace? Ora sappiamo che conta di più il risultato
PESCARA. «Lo dico senza presunzione, non mi sento la riserva di nessuno».
Flavio Lazzari lancia il guanto di sfida. A chi? Semplice, a Birkir Bjarnason che domenica gli ha lasciato il posto per l’impegno con la Nazionale e ora lo vorrebbe indietro. Ma Lazzari conta di tenerselo dopo la buona prestazione di Crotone, condita dal gol che ha aperto le danze. Venerdì a Vicenza il finlandese tornerà a disposizione e si aprirà il ballottaggio. «La scelta spetta all’allenatore, a me tocca dare il massimo e convincerlo a darmi più spazio: se uno pensa di essere un panchinaro parte battuto in partenza. L’obiettivo di tutti i calciatori è diventare titolari». Dunque, viene inaugurato l’ennesimo dualismo in casa Pescara. Marco Baroni ha già fatto intendere che le gerarchie possono essere ribaltate in qualsiasi momento (ad esempio Aresti al posto di Fiorillo) e non è detto che in Veneto tocchi di nuovo a Bjarnason. Finora Lazzari ha giocato soltanto tre volte dall’inizio (243 minuti in totale) trovando in Calabria il suo primo gol in maglia biancazzurra. L’ex calciatore del Novara (209 gare e 20 gol in B) è finito spesso in panchina e ora, senza alcuna vena polemica, vorrebbe tornare protagonista.
«Nel corso della mia carriera ho imparato che bisogna impegnarsi al massimo anche quando si gioca poco. Perciò non mi lamento e cerco di farmi trovare sempre pronto: la competizione è fondamentale per la crescita di una squadra».
Dunque, il 28enne romano ricomincia dove aveva lasciato, cioè a Crotone, dove l’1 novembre 2013 con la maglia del Novara aveva realizzato i suoi ultimi gol. La dedica è tutta per il piccolo Riccardo, il suo primogenito nato meno di due mesi fa. «La gioia è per lui, purtroppo non avevo con me il ciuccio. Non c’è problema, in fondo Riccardo non lo ama particolarmente, a differenza di tanti altri neonati».
Due vittorie consecutive: finalmente il vento è cambiato, ma guai ad esaltarsi troppo. «Siamo stati bravi a non farci prendere dallo sconforto, ma ora dobbiamo rimanere con i piedi per terra». Poi una stoccata agli esteti del calcio, che non hanno apprezzato il gioco espresso nelle gare contro Entella e Crotone: «Forse sono state più brutte rispetto alle precedenti, ma nel calcio conta il risultato. Lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle imparando la lezione: la squadra comincia a capire che conta essere ordinati, compatti, meno belli però più concreti». Eppure nei primi 15’ il Pescara era apparso troppo remissivo. «Il Crotone attaccava con otto uomini, sapevamo che prima o poi avremmo potuto sfruttare il contropiede. Non è stata una strategia, Baroni ci chiede sempre di comandare la partita. Il Pescara ha resistito colpendo al momento opportuno». Ora la prova di maturità a Vicenza: la zona play off si avvicina. «Lasciamo perdere i proclami. Ogni partita è un esame e noi proveremo a superarli».
Giovanni Tontodonati
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