Le 200 perle di Farias l’ex pupillo di Sibilia segna ancora in Prima

30 Settembre 2015

L’attaccante-pescatore del San Giovanni Teatino: «Ad Avellino caramelle in regalo per il gol salvezza»

PESCARA. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Il detto calza a pennello per il bomber del San Giovanni Teatino Edmondo Farias che domenica scorsa contro il Raiano ha raggiunto il traguardo dei 200 gol in carriera. A 36 anni continua a fare gol e a divertirsi come faceva ai tempi della Renato Curi Pescara quando fu lanciato che era un ragazzino. A cavallo tra il 1994 e il 1995 un giovanissimo Eddy Farias tesserato nella categoria Allievi, mise a segno in due campionati ben 116 gol. Il suo talento cristallino sfuggì agli occhi del Pescara, ma non a quelli dell'Avellino del presidente Antonio Sibilia che lo volle espressamente in biancoverde. Fu Salvatore Di Somma a farlo esordiere in serie C1 ad appena 17 anni in un Lodigiani-Avellino nella stagione 96/97. Il momento più bello, però, arriva sul finire di stagione, quando con una sua rete contro il Casarano di Fabrizio Miccoli, scongiurò la retrocessione degli irpini in serie C2. «Forse il gol contro il Casarano è stato uno dei momenti più belli della carriera. Dopo gli esoneri di Di Somma e Zoratto in panchina sedeva Pasquale Casale che veniva dalla Beretti dove giocavo stabilmente. Mi buttò in campo a venti minuti dalla fine sullo 0-0. Qualche minuto più tardi segnai il gol vittoria con un preciso colpo di testa in tuffo su una punizione calciata da Andrea Cecchini ex Pescara. Con quel gol l'Avellino si salvò e il presidente Sibilia scherzosamente alla ripresa degli allenamenti si presentò al campo regalandomi una busta di caramelle; avevo 17 anni, erano altri tempi! Il presidente mi voleva bene come se fossi suo figlio».

L'anno dopo il grande salto in serie B nell'Ancona di Giorgini e il conseguente esordio. Poche presenze per l'attaccante pescarese che contro il Monza di Christian Abbiati e Cosimo Francioso (suo idolo in quegli anni) sfiora un altro gol che gli avrebbe potuto spianare la strada del grande calcio. L'anno successivo Farias passò in prestito in C2 alla Cavese di Eziolino Capuano dove segnò 5 reti. «Quando ero alla Cavese, mister Capuano mi schierò in campo in una gara di Coppa Italia proprio contro l'Avellino. Fu una gara spettacolare e segnai da centrocampo nei tempi supplementari il gol vittoria; un gol bellissimo ma ci rimasi anche un po' male tanto da non esultare».

Dopo la parentesi a Cava dei Tirreni torna in Abruzzo, e fa le fortune del Lauretum in Eccellenza dove milita per circa quattro stagioni e mette a segno circa 70 reti. «Gli anni passati a Loreto con mister Di Pietro mi hanno regalato tantissime emozioni, ad esempio il gol vittoria nel derby con il Penne, che mancava ai loretesi da tantissimi anni».

Oggi Farias fa il pescatore e si è stabilizzato nella piccola realtà del San Giovanni Teatino, squadra neopromossa in Prima categoria grazie anche ai suoi gol, 61 per la precisioni in 4 stagioni. «Dopo due operazioni al ginocchio avevo deciso di chiudere con il calcio, ma poi ho trovato questa piccola isola felice dove si respira ancora il vero spirito del calcio. Devo ringraziare Stefano Di Russo e Pino Costantini che mi hanno fatto conoscere questa realtà. Ci sono tutti i presupposti per fare bene anche perché siamo una squadra molto giovane e ci lega un sentimento che va oltre il calcio. Da noi nessuno percepisce rimborsi e questo ci fa vivere il calcio con molta più spensieratezza».

Il 16 dicembre 2013 però una brutta esperienza per il bomber-pescatore, che qualche anno fa ha deciso di rilevare l'attività storica di nonno "Peppe" per farne il suo lavoro: «Ho rischiato di morire dopo essere affondato in mare aperto con un mio amico durante una battuta di pesca. Rimasi tre ore nell'acqua gelida e solo un miracolo ci ha salvati a pochi minuti da un triste epilogo. Dopo questa esperienza ho capito molte cose e ho riscoperto l'attaccamento alle piccole cose, soprattutto non materiali. Anche il semplice abbraccio dei tuoi compagni di squadra dopo un gol può valere più di qualsiasi conto in banca. Insomma nella mia vita c'è e ci sarà sempre un po di pepe...».

Riccardo Di Persio

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