Le colpe di Maragliulo nel crollo del Lanciano

Scelte e approccio sbagliati al di là degli alibi delle assenze
LANCIANO. Ha ragione Primo Maragliulo. «E’ colpa mia», ha detto il tecnico salentino della Virtus Lanciano. Le responsabilità della sconfitta di sabato sera sono in gran parte sue. Semplicemente impresentabile la Virtus Lanciano scesa in campo nell’andata dei play out, sconfitta e umiliata 4-1 in casa dalla Salernitana. Ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare Maragliulo e con lui i componenti dell’area tecnica: dalle scelte iniziali ai cambiamenti in corso. Soprattutto, l’aspetto mentale e atletico. Virtus Lanciano svuotata, in picchiata nelle ultime settimane. Il grafico dei risultati e delle prestazioni dice chiaramente che la Virtus si è fermata al pareggio di Cagliari, a fine aprile. C’è un tempo per portare serenità alla squadra – ed è andata bene – e un altro per caricarla e motivarla per la partita della vita, completamente “ciccata”. I limiti di Maragliulo sono emersi impietosi l’altra sera. Quelli della dirigenza, invece, sono noti da tempo. Ma questo è un altro discorso.
E ora? Servirebbe un miracolo, un’impresa. Ma alimentare l’utopia di un successo con quattro reti di scarto mercoledì sera all’Arechi potrebbe rivelarsi fuorviante. Soprattutto alla luce della disfatta di sabato sera. Vedere Guido Marilungo mandare a quel paese i compagni in campo la dice lunga sulla condizione nervosa di un gruppo chiamato ad andare oltre le proprie possibilità per sopperire alle inadempienze della famiglia Maio. Ha dato il massimo e poi è crollato sul piano nervoso. La gente del Biondi – un pienone sugli spalti, circa 5.500 spettatori – l’ha capito, ecco perché in mezzo ai fischi c’è stato anche qualche applauso sabato notte. Se sulla disfatta dell’andata dei play out le responsabilità di Maragliulo sono evidenti, quelle dell’eventuale retrocessione sono tutte della società, ovvero della famiglia Maio e del suo cerchio magico. Sì, perché la Virtus i play out non doveva farli per quanto fatto vedere sul campo. Senza i quattro punti di penalizzazione sarebbe già in vacanza. E la Salernitana avrebbe affrontato il Latina nel doppio scontro salvezza. Lo choc di sabato è forte, la speranza è che mercoledì possa verificarsi l’inimmaginabile. Poi, ci sarà la resa dei conti.
In città c’è già chi parla di ripescaggio. Ma proprio un paio di mesi fa il presidente della Lega B, Andrea Abodi, ha detto che non ci saranno ripescaggi, ammesso che ci siano rinunce. Scandali all’orizzonte che possano modificare la classifica non se ne vedono. Quindi, il quarto anno in serie B potrebbe trasformarsi in una sonora bocciatura: non tanto per la città e la tifoseria, quanto per il management della Virtus.
Il futuro è tutto da scrivere. Prima ci sarà da mettere a posto il bilancio, perché l’eventuale discesa in Lega Pro inciderebbe sui conti – almeno – per oltre tre milioni di euro. Che cosa faranno i Maio? Andranno avanti o si fermeranno?
@roccocoletti1
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