Le idee della Michelin e l’offensiva in Italia

La filiale entra nelle prime 100 aziende del Paese. I nuovi pneumatici e l’obiettivo sicurezza
Uno pneumatico per ogni settore, potrebbe essere questo il motto del gruppo francese Michelin, che spazia ormai dalle bici alle macchine movimento terra e al settore agricoltura, ma è impegnata anche nelle competizioni (come ben si sa il marchio è protagonista nel campionato MotoGp come nella Formula E), mattatore nel settore auto e specialista per gli autocarri, punto nodale dove gli utenti sono attenti tanto alla sicurezza quanto all’efficienza economica.
Il gruppo francese basa la propria attività su 115.000 dipendenti nel mondo e con una grande filiale italiana attiva da 110 anni (direzione a Milano e due stabilimenti in Piemonte, Alessandria e Cuneo) che è entrata nel novero delle prime 100 aziende italiane grazie a un fatturato di 1,8 miliardi di euro e una produzione di quasi 13 milioni di pneumatici l’anno.
Naturalmente tra i protagonisti la gamma che presenta maggiore visibilità però resta quella dell’auto. In questo settore Michelin ha lanciato da un anno la prima “soluzione globale” con lo pneumatico Cross Climate, uno pneumatico estivo con certificazione invernale, in grado di sposare mescola e lamelle in modo di offrire tenuta in ogni condizione climatica.
Spunto e frenata su neve e ghiaccio sono pressoché uguali a quelli di un invernale puro, cui Cross Climate cede terreno solo nella tenuta laterale ma, per quanti affrontano terreni innevati solo occasionalmente, garantisce mobilità in tutta sicurezza.
È stato, dunque, un successo, e un successo annunciato, per questo pneumatico polivalente il boom di vendite, che in Europa ha superato di ben il 30 per cento le stime del fabbricante e in Italia addirittura ha raggiunto un aumento del 50 per cento delle vendite rispetto alle previsioni.
Un traguardo che premia i 700 milioni di investimenti in sviluppo e ricerca ogni anno, ma anche un esempio per la filiale italiana, che già prevede di mettere a disposizione di nuovi sviluppi un capitale di 180 milioni di qui al 2020.
La speranza dell’azienda è che questi soldi possano servire a migliorare competitività ed efficienza nella produzione, primo fra tutti l’aumento dei volumi degli stabilimenti di Cuneo e Alessandria.
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