Le massime motivazionali scritte da Jaconi nello spogliatoio

CASTEL DI SANGRO. Alle imprese del Castel di Sangro negli anni Novanta sono legati curiosità e aneddoti. Ad esempio, Osvaldo Jaconi cercava di motivare i giocatori attraverso le massime che scriveva...
CASTEL DI SANGRO. Alle imprese del Castel di Sangro negli anni Novanta sono legati curiosità e aneddoti. Ad esempio, Osvaldo Jaconi cercava di motivare i giocatori attraverso le massime che scriveva sulla lavagna dello spogliatoio. All’epoca non c’erano mental coach. E così nel 1995, durante i play off di C2, eccolo all’opera con una frase che ancora è legata alla storia del Castel di Sangro. La squadra aveva perso 4-2 a Livorno la semifinale d’andata. Il destino sembrava segnato e il tecnico originario di Mandello sul Lario ma stabilitosi a Civitanova Marche il martedì prese il gessetto e scrisse: “Secondo le leggi della fisica, il calabrone non potrebbe volare per via della forma e del peso, in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare”. Jaconi, poi, raccontò che aveva letto di questa massima attribuita a Einstein, perché presente sul tavolo dell’allora sindaco di Milano Letizia Moratti. Una massima che, alla resa dei conti, ha stimolato i sangrini verso la rimonta. Successo per 2-0 e qualificazione alla finale di Ascoli contro il Fano, battuto 7-5 ai rigori dopo il 3-3 ai tempi supplementari. L’altra fu quella scritta, sempre da Jaconi, prima della finale play off di Foggia, l’anno successivo. “Niente di splendido fu mai scritto se non da coloro i quali osarono credere che, dentro di loro, qualcosa era superiore alle circostanze”.Tutti lessero sulla lavagna. Poco dopo arrivò il presidente Gravina e aggiunse una cifra sotto la frase. Era quella del premio promozione per la B. Anche chi non aveva capito comprese il messaggio. (r.c.)
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