Le Panthers graffiano: puntiamo alla serie A2

Servadio mamma e play: «Ringrazio mio marito che tiene i bimbi»
PESCARA. I tempi d’oro della pallacanestro femminile abruzzese sono ormai in archivio, ma a Roseto c’è un progetto targato Panthers che, anno dopo anno, sta lievitando. La struttura poggia su due dirigenti, Peppe Marini e Giampaolo Pigliacampo, animati dalla grande passione per il basket - e sostenuti dalla Baia del Re - e un allenatore, Franco Ghilardi, tra i punti di riferimento (in Abruzzo e non) per il movimento femminile. La prima squadra è in testa alla classifica del campionato di serie B, insieme al San Raffaele Roma, ma di pari passo procede anche l’attività del settore giovanile. Poco meno di cento tesserate, molte ragazze arrivano da fuori Roseto. Anno dopo anno la prima squadra ha fatto registrare dei passi in avanti. In estate le chiavi del progetto sono state affidate a Camilla Servadio, 30enne, play con un passato anche in serie A2. Oggi è la trascinatrice nonché l’anima delle Panthers Roseto capolista con 24 punti in 14 partite. Mamma e atleta. «Devo ringraziare mio marito (Mario Iannaccone, ndr) che condivide con me la passione per la pallacanestro e, quindi, si sacrifica per permettermi di essere presente agli allenamenti. Diciamo che dalle 18,30 alle 22,30 gli lascio i bimbi e vado ad allenarmi. Ho questa fortuna che mi sorregge», ha raccontato la play che fino a due anni fa giocava a Pescara durante la diretta Facebook di ieri disponibile sul sito www.ilcentro.it. «Passione e divertimento sono più forti dei sacrifici. Che comunque sono ripagati da un gruppo in cui mi trovo bene». E in cui è anche una delle più esperte. «Ma non avverto il peso dell’età perché in squadra anch’io mi sento una ragazzina. Diciamo che cerco di attingere dalla mia esperienza per dare consigli e suggerimenti alle ragazze». Domenica (ore 18,30) al PalaMaggetti di Roseto c’è lo scontro la vertice contro il San Raffaele Roma che vinse la gara d’andata. «Siamo motivate e vogliamo vincere», sostiene Claudia Pallotta, ala teramana, «a Roma abbiamo perso lottando. Questa volta pensiamo di avere le carte in regola per spuntarla. Speriamo di farlo davanti a una buona cornice di pubblico».
Anche la guardia Irene De Vettor sprizza fiducia. «Vogliamo che sugli spalti ci sia casino, poi in campo spetterà a noi domare un avversario di spessore. Cercheremo di farlo con le nostre caratteristiche, con quella velocità di gioco che ci ha aiutato ad arrivare fino al primo posto in classifica».
«Difesa, contropiede e grinta dovranno essere le nostre armi», aggiunge Claudia Pallotta.
«Non abbiamo paura di sognare, andiamo in campo per vincere», sostiene la Servadio. «E per quello che possiamo faremo di tutto pur di arrivare alla serie A2. Sappiamo che la strada è lunga e dura, ma la cosa non ci spaventa. Il campionato (ci sono anche Mokambo Chieti e Antoniana Pescara, ndr) quest’anno è molto più agonistico che in passato. Ogni gara è una battaglia, il livello è buono».
Sono 16 le ragazze utilizzate da Ghilardi in serie B, più la sedicenne Sophia D’Ippolito, di Popoli, che ha fatto l’esordio in prima squadra nella prima gara del nuovo anno. «Al di là dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti», sostiene Camilla Servadio, «il nostro valore aggiunto è rappresentato dal coach Franco Ghilardi. Un valore che si manifesta nella crescita tecnica e agonistica di ognuna delle ragazze. Si nota la mano del tecnico nel processo di maturazione di una giocatrice».
«Siamo una buona squadra», aggiunge la play delle Panthers, «non ci sono grandi individualità. Però, il collettivo va, i risultati ci sono. E sono buoni. Senza contare le giovani che stanno facendo dei passi da gigante».
«Il nostro è un ambiente familiare, si sta bene insieme», le fa eco Irene De Vettor. «La migliore partita è stata quella contro Roma XVI con tre tempi supplementari; un successo sudato e per questo ancora più apprezzato».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

