LE SQUADRE DELLA TERRA DI MEZZO

9 Aprile 2019

Ci può essere già la classifica dei rimpianti? In un campionato come la B, soprattutto se mancano ancora sei partite, la risposta più immediata e più logica è: no. Tante occasioni ancora da sfruttare,...

Ci può essere già la classifica dei rimpianti? In un campionato come la B, soprattutto se mancano ancora sei partite, la risposta più immediata e più logica è: no. Tante occasioni ancora da sfruttare, troppo leggeri gli equilibri, assai risicate le distanze: le rimonte impetuose e i crolli inaspettati sono la storia di questo torneo, sono il suo stesso Dna. Prendete la striscia del Benevento: dieci risultati utili, poi tre sconfitte consecutive che hanno seriamente rischiato di diventare quasi quattro ad Ascoli ma, poi, da quel gol di Viola su rigore già oltre il 90’ al Del Duca, Bucchi è ripartito con il passo svelto: due vittorie con Carpi e Perugia e il secondo posto nel mirino.
È vero, però, che nella “terra di mezzo”, quella zona della classifica dove non sai davvero quale sia la tua identità e quale potrebbe essere da qui a metà maggio, nel cuscinetto tra le prime otto e la zona play out, due o tre squadre, sì, qualche rimpiantuccio potrebbero pure averlo. Soprattutto, alla luce di quello che di buono stanno combinando nell’ultimo periodo.
L’Ascoli e la Cremonese, ad esempio. Percorsi diversi e diverse anche le aspettative iniziali. I marchigiani, incassata un anno fa la salvezza con un sospirone grosso così, sono ripartiti a fari spenti e con molte novità, in panchina soprattutto. Vincenzo Vivarini ha proceduto tra molti alti e bassi fino agli indecifrabili, ultimi sessanta giorni: una sola sconfitta nelle ultime nove gare, ma quell’unico ko è stato il clamoroso 7-0 di Lecce. Fondo toccato e ripartenza, con un pareggio, due vittorie e, ora, cinque punti dall’ottava. La depressione è diventata eccitazione. Sei ne ha la Cremonese che, invece, aveva aperto la stagione con la conferma di Mandorlini, un mercato e propositi importanti, mai però capaci di aderire alle ambizioni della società, anzi. Via Mandorlini, pure Rastelli ha avuto i suoi problemi (febbraio mese nero: un punto in 5 gare), risolti dopo il turno di riposo: due pareggi e tre vittorie, mettendo sotto pure il lanciatissimo Lecce.
E adesso che si fa? Si ripensa a quello che poteva essere e non è stato? Fidatevi: non lo farà mai nessuno e tutti ti diranno che “ci sono ancora tanti punti a disposizione” o che “da qui alla fine, tutte finali...”, quelle cose lì. Giusto. Per i rimpianti veri, ripassare tra due mesi. Allora sì, ce ne saranno. Ce ne saranno.
* giornalista Sky Sport
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