lega pro»LA SETTIMA GIORNATA DEL GIRONE B

2 Ottobre 2016

BOLZANO. Tra rimpianti e pasticci che hanno rischiato di rovinare la trasferta di Bolzano, il Teramo trova il suo terzo risultato utile consecutivo e continua a muovere la sua classifica,...

BOLZANO. Tra rimpianti e pasticci che hanno rischiato di rovinare la trasferta di Bolzano, il Teramo trova il suo terzo risultato utile consecutivo e continua a muovere la sua classifica, raggiungendo quota 6 in condominio proprio con il Sudtirol. Insomma, la cura Nofri funziona ma c’è da lavorare ancora parecchio per trovare una giusta collocazione in un torneo che al momento non vede gli abruzzesi protagonisti. Un punto arrivato al termine di una gara sofferta.

Meno intraprendente e brillante rispetto alla gara con il Fano ma comunque vivo e soprattutto ben messo in campo. Il Teramo che si presenta al Druso è rinunciatario ma organizzato, molto più attento a difendersi da un Sudtirol che di idee non sembra averne parecchie in più. Ne esce fuori un primo tempo noioso, poco divertente, in cui a vincere è la monotonia di due squadre che non fanno altro che pensare a non sbagliare.

La sveglia per entrambe suona tardi: il Sudtirol recrimina al 38’ per un tocco di mano di D’Orazio giudicato involontario. Sugli sviluppi dell’azione il sempre presente Tait semina il panico e viene atterrato a due passi dall’area di rigore. Il Teramo incassa senza reagire, tiene duro e riesce a chiudere in avanti la ripresa. La complicità di Obodo però è evidente: perde una palla sanguinosa, gliela sradica dai piedi un attento Steffè che ha la lucidità di premiare l’inserimento coi tempi giusti di Bulevardi (42’). Il paradiso all’improvviso: nella più totale confusione e disperazione per la pochezza creata, il Teramo fa festa e si ritrova avanti.

Viali però cambia presto di ritorno dagli spogliatoi e stravolge il Sudtirol. Il colpevole Obodo lascia il posto a Cia che va a sistemarsi sulla corsia di sinistra trasformando i padroni di casa che si schierano con un 4-2-4. Il suo ingresso porta vivacità e velocità che comincia a far barcollare la difesa del Teramo. Sempre attenta, fin quando non fa il suo ingresso in campo anche l’indemoniato Gliozzi. Dopo soli quattro giri di lancette insacca da due passi: dall’out di sinistra arriva l’inserimento perfetto di Sarzi Puttini, Cia lo trova con i giri giusti e il terzino mette sul piede dell’attaccante che non può sbagliare.

Il Teramo accusa il colpo, soffre la freschezza degli avversari ma dimostra che qualcosa nel suo carattere è cambiato. La voglia di completare la rimonta del Sudtirol lascia praterie e spazi che il Teramo si prende ma sfrutta male. Sansovini manda alta la sua prima conclusione verso lo specchio della porta ma Croce, il suo compagno di reparto, non lo segue nelle intenzioni restando fuori da una gara che improvvisamente il Sudtirol vuole fare sua. Nofri percepisce il pericolo, affianca Capitanio al pacchetto dei centrali con gli esterni di centrocampo che arretrano ulteriormente la loro posizione formando una linea a 5 in fase passiva che lascia davvero poco al Sudtirol. Che però ha coraggio, e pure una qualità che s’intravede nella magia di Cia: calcia da fermo, dai venticinque metri, e Rossi compie il suo unico intervento in una giornata che potrebbe farsi nera. Perché Gliozzi prova a completare l’opera, s’inventa un destro al volo che per questione di centimetri non va ad insaccarsi sotto la traversa. E poi Cia, il solito e travolgente Cia che ha cambiato l’intera inerzia alla gara, decide di graziare un Teramo con un errore che ha del clamoroso da due passi.

Il Teramo ringrazia, torna a casa con un punto e con la consapevolezza che la prossima volta, a staccare la spina con qualche minuto d’anticipo, c’è il pericolo di rimanere a bocca asciutta.

Roberto Amico