Legrottaglie: ecco come ho ricaricato il Pescara

4 Febbraio 2020

Il tecnico: «All’intervallo ho detto ai ragazzi di crederci e di stupire tutti»

PESCARA. La maledizione dell’Adriatico continua a tormentare il Pescara. Stop. Rewind. Minuto 24 del secondo tempo. Combinazione Crecco-Zappa. Play: gol del pareggio. Non è finita. Quando il luna park sta per chiudere, ecco che Milos Bocic decide che non è il momento di andare a casa. Un gol del serbo cancella la maledizione e, dopo tre mesi dall’ultima volta, i biancazzurri tornano a vincere all’Adriatico. «Per me è una grande emozione e questo gol lo dedico ai miei genitori». Sfinito, con poca voce e con la sfrontatezza del ragazzino, il 19enne attaccante serbo si prende la scena e si gode gli applausi dei 6mila dell’Adriatico. Sommerso dai suoi compagni di squadra, lo sgusciante attaccante nato a Belgrado si emoziona per la sua prima volta da grande. «I miei compagni mi hanno fatto i complimenti», continua il baby arrivato la scorsa estate dall’Udinese. «È stata una partita difficile. Dopo l’espulsione di Palmiero la strada si è fatta in salita e poi il rigore fallito poteva costarci a livello psicologico, ma non abbiamo mai mollato ed è arrivato la grande gioia. Siamo contenti per questa vittoria». Legrottaglie ci ha visto bene e ha buttato il classe 2000, che già aveva ammirato nella sua Primavera, negli ultimi minuti. Arma letale, senza dubbio: «Siamo stati bravi a crederci fino alla fine con la giusta cattiveria e la voglia di provare a vincere una partita molto complicata». In un clima non facile per la contestazione dei tifosi nei confronti del presidente Sebastiani, il Delfino è tornato a gioire dopo 93 giorni davanti al proprio pubblico. «Era importante vincere per i nostri tifosi, ma adesso dobbiamo continuare così e senza fermarci». Il Pescara rientra in zona play off, ma Bocic, diventa serio e guarda avanti: «Pensiamo a partita dopo partita». Come gli ha insegnato Legrottaglie, l’artefice della metamorfosi biancazzurra. «È un bravo allenatore», conclude Bocic, «che ci sta facendo crescere e lavorare tanto».
I complimenti per l’allenatore del Pescara piovono da ogni parte, ma lui, Nicola da Mottola, preferisce girarli al suo mach winner. «Sono contento per Milos, ci poteva dare lo strappo giusto e così è stato. Ero indeciso se mettere lui o Borrelli. Alla fine è stato bravissimo». Legrottaglie poi racconta quello che è accaduto nell’intervallo. «Ai ragazzi ho detto: questa partita la vinciamo. Dobbiamo crederci e vedrete che ci riusciremo. Noi siamo il Pescara e dobbiamo avere autostima. Dobbiamo stupire tutti». La ricetta del successo è una cosa semplice per il 43enne allenatore biancazzurro che nel giro di poco tempo ha rivitalizzato il Delfino. «Siamo andati bene nei primi 15 minuti, poi dopo la loro occasione da gol ci siamo un po’ intimoriti. In quel momento ho detto alla squadra che nelle difficoltà bisogna alzare la testa. Ho capito che questa squadra aveva bisogno di lavorare sull’autostima e sulla verve nel poter affrontare i momenti critici senza paura. Ci serviva la compattezza. Abbiamo iniziato a buttare la palla in avanti, quando la partita non l’avevamo preparata così, ma anzi giocando vicini e stretti».
Nel secondo tempo lo spartito è cambiato. «Il secondo tempo è stato spettacolare, anche per il Cosenza. Sono stati bravi. Complimenti a loro e non meritavano di perdere. Hanno fatto una grande partita». Legrottaglie ha anche debuttato davanti ai suoi nuovi tifosi che pian piano sta conquistando «La curva è stata spettacolare. L’abbraccio tutti insieme a fine partita è stato emozionante. Questo è lo sport, anche se perdiamo. Mi sono emozionato nel vedere la squadra che cantava e ballava assieme ai tifosi». Il presidente Sebastiani lo ha confermato in panchina, ma Legrottaglie preferisce una vita da precario. «Io rimango sempre agli ordini del presidente, quindi mi sta anche bene vivere partita dopo partita».
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