Legrottaglie: Machìn via? Qui ho i più forti della B

L’allenatore: «Voglio il gruppo e non il singolo. Avanti per la nostra strada»
PESCARA. Sorride, cita la Bibbia e tende la mano alla tifoseria. Nicola Legrottaglie, in questo momento parecchio delicato del Pescara, è una scialuppa di salvataggio per la società biancazzurra, finita nel mirino della tifoseria dopo un più che discutibile calciomercato invernale. L’addio di Machìn e il mancato arrivo di un bomber, di certo, non hanno aiutato il lavoro dei biancazzurri in questa settimana. Stasera (ore 21) all’Adriatico contro il Cosenza, per il Delfino sarà una specie di stress test da tenere in grande considerazione. La vittoria col Pordenone ha rianimato la squadra biancazzurra, che, adesso, dopo una settimana ad alta tensione per via del mercato, dovrà sfoggiare una prestazione maiuscola per certificare la guarigione dopo un lungo periodo negativo. «Dobbiamo essere uniti, sia nelle situazioni belle e, soprattutto, quando c'è da soffrire», spiega Legrottaglie, alla vigilia della sfida con i calabresi. Partita che sarà giocata senza Machìn, che si è trasferito (via Parma) al Monza di Berlusconi. «È andato via un giocatore forte, altrimenti il Monza non avrebbe fatto questa operazione così importante. È un giocatore forte, certamente, ma per esperienza personale vi posso assicurare che le vittorie più grandi arrivano quando il gruppo rema dalla stessa parte. Ho vissuto queste situazioni quando giocavo. Io mi preoccuperei più se non ci fosse un gruppo coeso e compatto, piuttosto dell'assenza e della presenza di un singolo. Ad oggi i miei giocatori sono i migliori della B e non li cambierei con nessuno». Il Pescara esce ridimensionato dopo il mercato? : «No e non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo. Dobbiamo costruire la nostra identità, sappiamo chi siamo e nessuno può deviarci altrove». I nuovi arrivati, il 43enne allenatore barese, li accoglie a braccia aperte: «Pucciarelli lo seguo dai tempi dell’Empoli. Non vedo l'ora di vedere le sue qualità in gioco. Pescara può essere il suo trampolino di lancio. Non è arrivato il bomber? Se non trovi giocatori che ti danno più di quello che già hai è inutile muoversi. Ora strutturiamo un sistema che può mettere i nostri attaccanti in condizione di rendere. Maniero è un grande attaccante». E sulla sfida di stasera contro il Cosenza di Braglia, aggiunge: «Continuerò a dire Cosenza, Entella e le altre squadre che affronteremo sono ottime squadre, ma il Pescara è il Pescara. Io mi fido solo di noi, gli altri li rispettiamo. Braglia è un mister navigato, sta preparando la partita per vincere. Noi prepariamo la partita senza farci condizionare dagli altri». Condizionamenti che potrebbero arrivare dalla contestazione delle tifoseria. «Questo è un grande campionato e dovremmo essere tutti uniti. I tifosi possono dire quello che pensano perché pagano e hanno il diritto. Però sarebbe bello costruire tutti insieme. Se il Pescara va giù non ne trae beneficio nessuno. L’ambiente sereno, alla lunga, porterà i suoi frutti. La verità ti rende libero. Dobbiamo essere sinceri e guardarci in faccia, con i tifosi e la piazza, e sostenerci».
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