Legrottaglie passa al 3-5-2 «Voglio cuore e passione»

25 Gennaio 2020

Esordio del nuovo tecnico: traghettatore? Mi sento l’ allenatore, poi vedremo

PESCARA. «Cuore, entusiasmo, passione». Tre concetti fondamentali per la terapia d’urto. Nicola Legrottaglie si è presentato nello spogliatoio del Pescara, dopo l’addio di Luciano Zauri, imbracciando l’idrante della positività. «La prima cosa che ho detto è che nella vita ci hanno fatto gli occhi davanti, dunque dobbiamo guardare al futuro per cercare di raggiungere i nostri obiettivi», racconta il nuovo allenatore biancazzurro alla vigilia della delicata sfida contro la vice capolista Pordenone, in programma oggi pomeriggio (ore 15) alla Dacia Arena di Udine.
Risposte. “Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”, parafrasando il poeta tedesco Bertolt Brecht, il nuovo allenatore del Pescara, promosso dalla Primavera, vuole rianimare il Delfino per farlo tornare a nuotare libero e spensierato. Vuole risposte dal suo nuovo spogliatoio. «Le cose cambiano se cambiamo noi, non gli altri. Bisogna sempre vivere preparandosi alle circostanze della vita. A volte sono cose negative altre positive, ma bisogna affrontarle. Cercherò di trasmettere tutte le mie competenze alla squadra. Poi bisogna affidarsi ai giocatori, perché devono avere cuore, entusiasmo e passione, cercando di far accendere la fiamma con l’ambiente».
Traghettatore. Il 43enne condottiero barese ha le idee molto chiare, ma preferisce non farsi applicare l’etichetta del traghettatore. «Non sono venuto a Pescara per sperare in altro, ma per dare il meglio nella Primavera. Oggi il mio obiettivo è la prima squadra e cercherò di dare tutto. Traghettatore o futuro allenatore? Io mi sento l’allenattore, poi vedremo. Domani (oggi, ndr) sarò il mister del Pescara, tutto il resto non mi interessa. Il mio compito è ricambiare la fiducia e dare a questi ragazzi la possibilità di esprimersi a dare il meglio. Dobbiamo trovare il modo per accendere la fiamma, che a volte si spegne e a volte si accende».
Legrottaglie eredita il Pescara da Luciano Zauri, che lunedì si è dimesso dopo il ko con la Salernitana e una prima parte di stagione caratterizzata da alti e bassi. C’è da riprendere il cammino, con l’ultima vittoria che risale a un mese fa, nella trasferta di Livorno.
Si cambia. Via il 4-3-2-1, l’ex difensore di Milan, Chievo e Juve è pronto ad una piccola rivoluzione. «Parlare di tattica e vedere la mia squadra dopo una settimana sarebbe utopico. Le cose vanno fatte col tempo e ne sono consapevole. Per la gara contro il Pordenone spero di aver acceso una fiammella nel cuore dei ragazzi per vedere una squadra propositiva nell’atteggiamento. Io credo che le cose possiamo determinarle noi e non subirle. Il modulo? Mi vorrei tenere l’arma a mio favore, cioè di non dire come giocherò e non concedere vantaggi ad una squadra come il Pordenone. Preferisco non dare la formazione, ho provato sia la difesa a quattro che a tre».
Le scelte. Il Pescara, alla fine, dovrebbe schierarsi con il 3-5-2. Davanti al portiere Fiorillo, linea difensiva composta da Bettella (in vantaggio su Ciofani), Scognamiglio e Drudi. Zappa e Masciangelo esterni alti. Palmiero sarà il metodista, affiancato dalle mezze ali Memushaj e Machìn. In avanti il tandem offensivo Galano-Maniero. Kastanos, Busellato e Di Grazia sono rimasti a casa per infortunio e, ieri, sul charter partito dall’aeroporto di Pescara erano appena 20 (compresi i 3 portieri) i convocati.
Allenare le menti. Più che i muscoli e le geometrie, Legrottaglie ha lavorato molto sulle menti dei suoi calciatori. «La prima cosa che ho detto alla squadra è che dobbiamo guardare al futuro per cercare di raggiungere i nostri obiettivi». Cuore, entusiasmo e passione, sono per lui, come stelle polari.
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