Lescano, il bomber di carattere

6 Giugno 2023

Non si abbatte mai: alle esclusioni reagisce con temperamento e gol

PESCARA. «Pescara è l’esperienza più importante della mia carriera. La tifoseria è pazzesca, con i miei compagni mi sto trovando benissimo. Voglio superare il mio record di gol». Era ottobre quando Facundo Lescano sprizzava gioia da tutti i pori. Figurarsi oggi che non solo ha stabilito il nuovo record personale di gol, ma è salito addirittura a quota 20. Un idolo per la tifoseria. Sembra di essere tornati ai tempi di Lapadula, stagione 2015-2016 in serie B. Goleador e punto di riferimento. E dire che ha saltato diverse partite, giocando spezzoni di altre. Dalla panchina ai tempi di Alberto Colombo a quella dello Zaccheria, passando per la squalifica contro la Virtus Entella. Più lo si mette in discussione e più Lescano reagisce con i gol. A Foggia fuori il primo tempo, entra dopo l’intervallo e segna. Sono venti e non è finita qui per il centravanti nato a Mercedes, in Argentina, ma stabilitosi a Lecce a nove anni. Fin da piccolo ha coltivato la passione per il calcio, iniziando a giocare per una squadra (Salento Football) vicino al capoluogo salentino. «Non ho mai fatto un vero e proprio provino con il Lecce», ha raccontato nei mesi scorsi, «mi dissero che non ero pronto. Il motivo? Non sapevo fare 50 palleggi». Poco male. Lescano è diventato bomber di professione partendo dalle giovanili del Genoa e del Torino con due esempi: Diego Milito e Fabio Quagliarella. «Milito? È stato uno dei protagonisti dello scudetto del Racing (in Argentina, ndr). Al Genoa ho avuto l’occasione di vederlo da vicino, per me è sempre stato un modello. Ho una sua figurina attaccata sul mio termos dove bevo il mate». Seguendo le orme di Fabio Quagliarella invece, a Torino l’attaccante argentino ha avuto una delle emozioni più importanti della carriera: l’esordio in serie A. Ventura lo ha fatto esordire in un Milan-Torino della stagione 2014-2015. Non aveva ancora 19 anni. In campo al posto di Darmian, oggi all’Inter. Un’apparizione, poi la serie C. A Melfi, Monopoli e in seguito Igea Virtus in serie D. Nel 2017 il ritorno in C: Siena e Sicula Leonzio, poi Telstar (Olanda) e Potenza, di nuovo Sicula, infine Sambenedettese (con Maxi Lopez in squadra e Paolo Montero allenatore), Virtus Entella e Pescara. Tutto gli si può dire tranne che non abbia carattere. Un testardo. Basti vedere come ha tenuto il punto con Alberto Colombo che lo ha mandato in panchina. Non solo non si è abbattuto, ma quando ha avuto la possibilità ha fatto bene e, soprattutto, gol. All’epoca era Vergani il suo alter ego. Poi, è arrivato Zeman in panchina ed è iniziata la crescita (o resurrezione che dir si voglia) del 26enne bomber di Mercedes.
Reti a raffica, tornando titolare inamovibile. Contro l’Entella - nei play off - arriva il cartellino rosso. Salta il ritorno di Chiavari dove Cuppone fa lo stravedere e Zeman allo Zaccheria gli regala 45’ di panchina. Lescano entra e non perde tempo, segnando la rete del momentaneo 1-2. Fa gol in tutti i modi, sfruttando il fisico da corazziere (187 centimetri di altezza). E ha fame di gloria. Una manna dal cielo per la città di Pescara che rivuole la serie B.(r.c.
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