Lescano-Pellacani, il Pescara fa le prove

29 Agosto 2022

Il Delfino non brilla ma supera la Vis Pesaro nell’ultimo test estivo. L’allenatore Colombo: «La squadra è in crescita»

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PESCARA (4-3-3): Plizzari (19’ st Sommariva); Cancellotti (19’ st Saccani), Pellacani (19’st Veroli), Ingrosso (19’ st Boben), Rasi (1’ st De Marino); Gyabuaa (19’ st Kraja), Mora, Germinario (24’st Mehic); Kolaj (1’ st Delle Monache), Lescano (31’ st Blanuta), Cuppone (31’ st Chiarella). A disp.: D’Aniello, Milani, Amore. All.: Colombo.

VIS PESARO (4-3-3): Campani; Ghazoini, Gavazzi, Bakayoko, Cusumano, Marcandella, Coppola, Astrologo, Egharevba, Fedato, Ngom. A disp.: Giardini; Zoia, Rossoni, Sosa, Venerandi, Aucelli, Fiorani, Cavalli, Garau, Gucci, Gulli. All.: Sassarini

Arbitro: Di Cicco di Lanciano
Reti: 47’ pt Lescano, 17’ st Pellacani, 36’ st rig. Fedato
Note: Ammonito Gyabuaa. Recupero: 3’ pt, 5’ st
PESCARA
Va bene la vittoria che fa morale, ma i problemi restano. Pescara-Vis Pesaro finisce 2-1 con le reti biancazzurre di Lescano e Pellacani. Di bello c’è la fase difensiva, un Delle Monache che ha cambiato la partita e l’abbraccio della curva alla squadra a fine partita. Di cose che non vanno invece ce ne sono tante, a cominciare da un solito centrocampo con poca qualità e poco ritmo a cui si aggiunge una nuova fase offensiva con i meccanismi tutti da rodare.
Le scelte. Colombo ha messo da parte il 4-3-1-2, per giocare con i il tridente formato da Kolaj, Lescano e Cuppone, ma di benefici se ne sono visti pochi. Anzi, Cuppone è meno incisivo sulla fascia. Se sei il Pescara devi avere a disposizione giocatori che sanno fare bene quel ruolo e non che lo possono fare: una differenza sottile ma sostanziale allo stesso tempo. E Kolaj non riesce a dare continuità alle sue giocate.
Il commento del tecnico. Colombo in sala stampa spiega bene il cambio di modulo. «Siamo una squadra tutta nuova e siamo ripartiti da zero. Il mio compito è quello di dare un’identità e di mettere i giocatori nelle migliori condizioni. In rosa non abbiamo trequartisti come li intendo io e per questo abbiamo fatto altre scelte in campo». Un segnale di malumore? Forse si, forse no, ma poi Colombo spiega. «L’idea era comunque quella di giocare con la linea a quattro e i tre centrocampisti. Poi davanti avevamo sempre detto di poter cambiare in base alla partita e alle nostre caratteristiche. Delle Monache? Veniva da un lungo stop, è entrato bene e per me va considerato come gli altri. Le sue qualità sono evidenti».
La gara. In difesa la sorpresa è Rasi dal primo minuto con Ingrosso, Pellacani e Cancellotti mentre l’assenza di un regista fa optare Colombo per l’esperimento Gyabuaa. Primo tempo avaro di emozioni, da una parte e dall’altra. La nota positiva è la difesa che lavora con i tempi giusti, per Pellacani una piccola nota di merito ma a preoccupare è la scarsa qualità del gioco proposto e l’assenza dall’area di rigore avversaria. Va meglio nei minuti finali quando prova ad accendersi la catena di sinistra e quando in pieno recupero Mora batte un corner, Cuppone prolunga e Lescano da due passi firma il vantaggio. Nella ripresa uno scontento Colombo cambia subito Kolaj con Delle Monache. Dentro anche De Marino per Rasi e basta qualche giro d’orologio che la produzione del talento classe 2005 è superiore a quella di Kolaj in campo per 45’. Corsa, qualità e dimostrazioni di uno contro uno: Delle Monache ha anche il merito di strappare gli applausi dei pochissimi presenti e il primo tiro in porta della partita (gol escluso) è il suo con un destro centrale. Suo anche il corner che Pellacani manda in rete per il 2-0. Tanti cambi per Colombo, Chiarella entra bene e da vivacità a destra, mentre la Vis con Fedato dal dischetto prova a riaprire il match. E nel finale serve il corpo di De Marino per evitare un pareggio beffa. «Ripartiamo dalle fondamenta, in questo momento non voglio parlare di qualità», ha detto ancora Colombo, «ma di mentalità. Abbiamo fatto sicuramente meglio rispetto alla scorsa settimana, ma voglio che i giocatori si calino in questo campionato. Nel girone C servirà tanto agonismo e dobbiamo imparare ad essere sportivamente cattivi. L’Avellino? È un po' come noi. Blasone e ambizioni, ma squadra tutta nuova. Forse incontrarla subito non è uno svantaggio». Del mercato Colombo non parla, in cuor suo sa che serve come il pane e non basta solo qualche ritocco. E lo sanno anche i tifosi che a fine partita hanno chiamato la squadra sotto la curva. Discorso forte fatto ai ragazzi che hanno applaudito. Da domenica si farà sul serio e con i tre punti in palio sarà vietato fallire.
Enrico Giancarli