«Li Yonghong non ha nessuna miniera»
Il New York Times getta ombre sul presidente del Milan
MILANO. Il Milan spera di continuare a sorridere dopo la vittoria con il Sassuolo. Montella vuole metttere la quarta, una marcia che spera di ingranare anche la nuova proprietà che sta cercando in queste ore di rifinanziare attraverso un prestito con Highbridge il debito di 303 milioni contratto con il fondo Elliott: la figura di Yonghong Li resta al centro di voci ed inchieste. L'ultima, del New York Times, getta ombre sul giacimento di fosforo, indicato nel curriculum di Li come il suo principale asset, che apparterrebbe ad una società che ha cambiato quattro padroni in due anni e per due volte a titolo gratuito. Il New York Times inoltre sottolinea i guai giudiziari della famiglia di Li, con padre e fratello arrestati per truffa. Il New York Times ha visitato gli uffici di Guangdong a Guangzhou lo scorso agosto, trovandoli «chiusi, con un avviso di sfratto alla porta; all’interno, le scrivanie e le sedie erano in disordine, i computer erano privi di disco fisso e i vermi infestavano un cestino della spazzatura». Nell’articolo, si ricordano i precedenti di Li Yonghong e della sua famiglia. «Nel 2013, l’autorità di sicurezza ha multato Mr. Li di 90.250 dollari per la mancata comunicazione della cessione di azioni per 51,1 milioni di dollari. Nel 2004 secondo l’organo di informazione ufficiale dell’autorità di sicurezza cinese, l’azienda di Mr. Li, la Guangdong Green River, si è associata con altre due compagnie per truffare 5.000 investitori per 68,3 milioni».

