Liga, Barcellona sotto choc: Bartomeu finisce in manette

BARCELLONA . A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali, il Barcellona è nel caos, proprio mentre la squadra di Ronald Koeman dava segnali di ripresa sul campo. Ieri gli agenti della...
BARCELLONA . A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali, il Barcellona è nel caos, proprio mentre la squadra di Ronald Koeman dava segnali di ripresa sul campo. Ieri gli agenti della polizia regionale catalana si sono presentati negli uffici del club, al Camp Nou, e hanno proceduto a una serie di perquisizioni nell'ambito di quello che in Spagna è stato ribattezzato “Barçagate”, una sorta di spy story di campagne social contro i campioni più rappresentativi della squadra più famosa al mondo, partite all'interno dello stesso club. Per il quale sono scattati gli arresti: l'ex presidente Bartomeu, il grande “nemico” di Messi, e altri tre dirigenti sono stati condotti in stato di fermo. In particolare, la polizia ha voluto esaminare le tante fatture pagate a un'agenzia perché gettasse fango, via social e non solo, su alcuni tesserati del club come Messi e Piqué, colpevoli di non condividere la linea di Bartomeu, o ex come Guardiola e Laporta. Quest'ultimo nel frattempo è tornato in ballo, perché è uno dei tre candidati alla presidenza. Le forze dell'ordine non hanno voluto rivelare l'identità delle persone condotte alla stazione di polizia di Les Corts ma i media locali hanno appurato che oltre all'ex presidente - raggiunto dalla polizia mentre era nella sua casa a Barcellona - si tratta di Oscar Grau e Romà Gomez Ponti, rispettivamente Ceo e direttore del dipartimento giuridico del club catalano, e Jaume Masferrer, consigliere vicino a Bartomeu. Secondo Cadena Ser, la stessa che aveva rivelato la storia dei bonifici da 200mila euro l'uno alle agenzie che avrebbero dovuto mettere in cattiva luce Messi e gli altri, e cercato di migliorare l'immagine di Bartomeu, anche le abitazioni dell'ex presidente e Masferrer sono state perquisite, e ci sarebbero stati controlli anche nelle sedi delle agenzie I3 Ventures e Nicestream. A Bartomeu vengono contestati i pagamenti in cinque rate da 200.000 euro l'uno effettuati a I3 Ventures per eludere il controllo del consiglio d'amministrazione, che ha fra i suoi compiti quello di esaminare quei contratti che superano il milione di euro. Le accuse nei suoi confronti, e verso anche le altre persone fermate, sono di corruzione e falso in amministrazione.

