Linda e Daniela, ecco le azzurre d’Abruzzo

8 Giugno 2019

Sabatino e Tucceri Cimini protagoniste con l’Italia ai Mondiali

Le sorelle d’Italia sono anche le sorelle d’Abruzzo. Sì, perché nell’Italdonne che domani (ore 13 contro l’Australia) inizierà l’avventura ai Mondiali di Francia ci sono due figlie d’Abruzzo: la bomber Daniela Sabatino da Castelguidone, nell’Alto Vastese, e il difensore Linda Tucceri Cimini, da Cerchio, nella Marsica. La Sabatino è la prima punta azzurra, la Tucceri Cimini balla tra le titolari e le cosiddette seconde linee. Comunque, due pilastri nel gruppo di Milena Bertolini attorno al quale c’è grande attesa, anche per via dell’attenzione dei mass media, lievitata in maniera esponenziale da quando i grandi club sono entrati nel calcio femminile. La Sabatino si trova a vivere a 34 anni la chance di una vita, la ciliegina sulla torta di una carriera che ha avuto una svolta proprio con Milena Bertolini tra il 2006 e il 2010 quando giocava a Reggio Emilia e l’attuale ct delle azzurre era la sua allenatrice. «Lei mi ha fatto capire che avevo tutto per sfondare, ma che dovevo metterci più testa», ha detto nelle scorse settimane al Centro. L’attaccante di Castel guidone si ritiene «furba e opportunista in area di rigore». Non a caso il suo idolo è Pippo Inzaghi. In Nazionale ha realizzato 27 gol. Nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Milan, come l’altra abruzzese Linda Tucceri Cimini, un terzino mancino di 28 anni che si ispira al laterale brasiliano Marcelo del Real Madrid. Per entrambe una carriera pregna di sacrifici, perché da piccole sono state costrette a lasciare l’Abruzzo, una terra foriera di talenti, ma mai ai vertici del calcio femminile. Le migliori espressioni sono Pescara, Chieti e Bellante, raggiunti in serie C dall’Asd Free Girls. Sono 341 le calciatrici tesserate, circa 370 quelle nei settori giovanili. Due anni fa l’acuto del Chieti che ha partecipato al campionato di serie A dove, attualmente militano almeno altre tre giocatrici abruzzesi meritevoli di considerazione in ambito azzurro: le frentane Federica Di Criscio della Roma e Evelyn Vicchiarello (Florentia), oltre la pinetese Deborah Salvatori Rinaldi (Florentia).
Non a caso sia la Sabatino che la Tucceri Cimini si sono affermate altrove, avendo lasciato la terra natìa in tenera età. Una favola la loro. L’attaccante in carriera ha vinto scudetti, Supercoppe e coppe Italia; il terzino, invece, si è tolto lo sfizio di giocare in Champions League e una fase finale dell’Europeo. Oggi, però, è tutto diverso. Da quando la Fifa ha ordinato alle federazioni lo sviluppo del calcio femminile e da quando club del calibro di Juventus, Fiorentina, Milan e Roma - tanto per fare qualche esempio - hanno deciso di aprire una divisione di calcio femminile. E il campionato è stato assoggettato dalla federazione. Il prossimo passo potrebbe essere il cambio dello status, da dilettanti a professioniste, già avvenuto negli Stati Uniti e nei Paese nordici. Una rivoluzione totale amplificata dalla copertura televisiva di Sky e della Rai che si stanno trascinando gli altri mass media. «È il momento che ognuno di noi sognava quando ha cominciato a dare i primi calci al pallone», ha detto Daniela Sabatino.
«Il calcio femminile sta diventando grande anche in Italia. È una realtà», le ha fatto eco Linda Tucceri Cimini. Una realtà che torna alla fase finale di un Mondiale dopo 20 anni. E, soprattutto, dopo che gli uomini hanno fallito la qualificazione a Russia 2018 la scorsa estate. L’obiettivo è il passaggio del turno, andare avanti il più a lungo possibile in modo tale da far lievitare ulteriormente l’interesse attorno a questo mondo che ha avuto il suo culmine nel 40mila spettatori per Juventus-Fiorentina dell’ultima stagione.
Le favorite? «Stati Uniti (campioni in carica avendo vinto nel 2015 la finale in Canada 5-2 contro il Giappone, ndr) e Germania», secondo Linda Tucceri Cimini. La Sabatino, invece, sogna ad occhi aperti. «Mi voglio godere questo momento senza pormi dei limiti». E così sia.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA