Lisciani stella marsicana del Valsugana

20 Maggio 2018

Insieme all’aquilano Caione trascinatore dei patavini in Eccellenza

L’AQUILA
Il rugby abruzzese sarà rappresentato anche nella prossima finale del campionato di serie A.. L’Aquila non è riuscita a centrare, come lo scorso anno, la qualificazione all’atto conclusivo della serie cadetta che si disputerà domenica allo stadio Mirabello di Reggio Emilia.
Di fronte le due squadre neopromosse in Eccellenza, Verona e Valsugana ma saranno presenti con la formazione patavina l’ala-centro di Avezzano Luciano Lisciani e il centro aquilano Antonio Caione. «Stiamo vivendo un sogno», commenta Lisciani, classe 1997 protagonista quest’anno con 8 partite giocate nella prima fase, di cui 6 da titolare con 6 mete realizzate, 9 nella poule promozione di cui 8 titolare e 2 mete e le due semifinali, «una squadra giovane composta da tanti ragazzi provenienti dalle giovanili che scrive una pagina storica con la prima promozione nel massimo campionato». Nell’ultima sfida per il titolo di campione d’Italia di categoria Lisciani e Caione ritroveranno di fronte Verona, già affrontato nella poule promozione con un successo esterno per parte. «Anche la finale per il titolo la giocheremo serenamente senza peso, per godercela fino alla fine», continua l’atleta nativo di Avezzano, protagonista anche nella doppia sfida di semifinale contro L’Aquila della scorsa stagione con una meta realizzata al Fattori, «sfideremo un’ottima formazione che conosciamo bene con giocatori di livello. Sarà una bella partita da giocare e vedere. Noi abbiamo buoni propositi per la finale». Arrivato a 17 anni a Padova, voluto fortemente dal tecnico Alessandro Battistin, Lisciani è alla terza stagione con il Valsugana, dopo gli inizi con l’Avezzano, un anno nell’Accademia zonale di Roma, e nelle giovanili delle Fiamme Oro e un anno in serie B con Primavera Roma. «E’ una famiglia», commenta l’ala centro che dovrebbe rimanere in biancazzurro anche in Eccellenza. «Abbiamo un rapporto stretto con i tifosi non solo la domenica ma tutta la settimana. Rispetto ad altre realtà la differenza e che si lavora con più serietà e serenità senza strafare. Si vive tutto tranquillamente». Notevole anche l’apporto di Antonio Caione, classe 1996, reduce da tre campionati in A con la Gran Sasso, con 13 presenze stagionali. «E’ stato un piacere condividere con lui questa esperienza», conclude, «già ne conoscevo le potenzialità per averci giocato insieme e da avversario in passato».
Padova campione d’Italia. Il Padova si è aggiudicato la finalissima del campionato di Eccellenza che ha messo in palio lo scudetto numero ottantotto, allo stadio Plebiscito di Padova. Davanti a 6.500 spettatori il Petrarca ha battuto Patarò Calvisano per 19-11. L’Abruzzo nell’occasione è stato rappresentato in maglia giallonera dagli aquilani Nicolò Casilio, il mediano di mischia, e Ugo D’Onofrio, la seconda linea. Entrambi partiti dalla panchina.
Tommaso Cantalini
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