Livorno sprecone Pescara, pari d’oro

Prova deludente dei biancazzurri che non tirano mai in porta I labronici invece colpiscono tre legni e falliscono diverse palle gol
Se c’era una squadra che meritava la vittoria era il Livorno. Non il Pescara che non ha fatto nulla per portare a casa i tre punti. Lo 0-0 sta stretto ai toscani che hanno creato diverse occasioni da rete al contrario dei biancazzurri che non hanno mai tirato nello specchio della porta. Un pomeriggio di relax per il portiere labronico Mazzoni; Fiorillo, invece, ha parato e quando non ci è arrivato lui è stato salvato dai legni. Tre per l’esattezza, quelli colpiti dai padroni di casa che hanno infilato il sesto risultato utile di fila, mentre per il Pescara si tratta del secondo 0-0 consecutivo, la quarta gara senza sconfitte a cavallo tra il 2018 e il 2019 (2 vittorie e altrettanti pareggi). Diciotto i punti di differenza a favore della squadra di Pillon, ma al Picchi non se n’è accorto nessuno. Sembrava il Livorno la squadra al terzo posto in classifica per quello che ha fatto vedere. Mancava Brugman per squalifica nel Pescara, un’assenza pesante, ma non abbastanza da costringere i biancazzurri a fare scena muta. Ha tenuto la difesa, male il centrocampo, inesistente l’attacco. Il Livorno ha dominato mettendo in campo fisicità e voglia di vincere. L’ha trascinato il 35enne Diamanti. Squadra dal livello tecnico modesto quella di Breda, ma desiderosa di far propria la partita. Il Pescara no. Non ha mai fatto valere la superiorità sul piano delle individualità e nel palleggio. Delfino spento, atleticamente non brillante, uno dei più brutti di questa stagione.
Nemmeno i cambi in corsa operati da Pillon hanno scosso la squadra. Serviva un pizzico di qualità, magari l’inserimento di un Machìn o di un Del Sole per inventarsi qualcosa negli ultimi venti metri. E, invece, niente. Il Pescara ha pensato solo a difendersi. L’assenza di Gaston Brugman solo in parte può giustificare la difficoltà incontrata a produrre gioco. Gli esterni d’attacco, tanto per fare un esempio, non ci hanno messo una nota. E Mancuso è stato sovrastato sul piano fisico dai tre centrali labronici. Rammarico e rimpianti in casa Livorno. Che si è fatto coraggio alla mezzora quando Gonnelli con un destro dal limite ha mandato la palla sul palo. Una scintilla che ha acceso i padroni di casa, subito dopo altro palo per Diamanti. E poi, al 42’, Giannetti ha calciato alto da posizione favorevole. Il Livorno ha fatto spesso ricorso al fallo sistematico e il modesto Piscopo di Imperia ha tollerato questo atteggiamento rinunciando a mostrare i cartellini gialli.
La ripresa è stata ancora più sofferta in casa biancazzurra. Al 2’ super Fiorillo ha salvato su un colpo di testa di Di Gennaro. Poi, all’8’, palo di Diamanti di sinistro. Solo Livorno. Al 15’, Diamanti davanti a Fiorillo ha calciato fuori. Il 4-3-3 del Pescara è esistito solo sulla carta; è corretto parlare di 4-5-1, diventato 4-4-2 quando è entrato Monachello al posto di Antonucci. Alla mezzora Ciofani per Marras e il passaggio al 5-3-2, il segnale che Pillon non ha voluto nemmeno provarci vista l’abulia di una squadra in balia degli avversari. Di certo, il Livorno ha dimostrato di avere più gamba e una fisicità di gran lunga superiore. Un punto guadagnato, alla grande, per i biancazzurri. Se il Livorno avesse vinto non ci sarebbe stato nulla da recriminare. Lo 0-0 di ieri e quello con la Cremonese hanno in comune una certa involuzione sul piano del gioco, rispetto al girone d’andata. Molte meno occasioni da rete. Qualità del gioco nettamente inferiore. Per coltivare sogni di gloria c’è bisogno di un cambio di passo, una ripartenza sin da domenica sera all’Adriatico-Cornacchia quando sarà di scena il Brescia che, ieri, ha pareggiato 4-4 con lo Spezia. Il Pescara è ancora terzo in classifica, sebbene sia stato agganciato a quota 34 dal Lecce; il Palermo capolista in crisi di risultati è a tre lunghezze, il Brescia a due. Domenica sera il Pescara giocherà per il sorpasso alle rondinelle, quello di ieri - sia ben chiaro - non ha alcuna possibilità di riuscirci.
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