Lnd, archiviate le accuse di Rodomonti a Ortolano e Memmo

13 Maggio 2021

PESCARA. Un nulla di fatto. L’inchiesta sulle presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato l’ultima elezione regionale della Lega Nazionale Dilettanti abruzzese si è chiusa con l’archiviazione....

PESCARA. Un nulla di fatto. L’inchiesta sulle presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato l’ultima elezione regionale della Lega Nazionale Dilettanti abruzzese si è chiusa con l’archiviazione. Non c’è stato bisogno del deferimento e del successivo dibattimento. Situazione chiara già in fase istruttoria. La procura federale non ha raccolto elementi che possano confermare le accuse lanciate dall’ex arbitro Pasquale Rodomonti pochi giorni prima delle elezioni del 9 gennaio.
L’inchiesta riguardava l’operato di Daniele Ortolano - presidente uscente - e di Ezio Memmo - il competitor di Rodomonti e successivamente eletto presidente - alla vigilia dell’assemblea delle società abruzzesi del 9 gennaio scorso. L’ex arbitro, tramite un esposto presentato alla Procura Federale, aveva denunciato delle presunte irregolarità, rimarcando l’aumento delle società votanti nel periodo tra novembre e dicembre per giungere al numero attuale di 311. Secondo la normativa, in caso di più di 300 società votanti occorrerebbero 100 consensi (invece di 50).
«A questo diktat», aveva scritto Rodomonti all’epoca, «si aggiunge il fatto delle deleghe in bianco che permettono al candidato più forte, rectius, Memmo, designato dal presidente uscente Ortolano, a fare e disfare a proprio piacimento delle sorti della giustizia sportiva regionale». Ebbene, gli uomini della procura federale non hanno trovato riscontro alle parole dell’ex arbitro che ha tentato la scalata alla presidenza della Lnd Abruzzo senza però riuscire a trovare le firme necessarie delle società per presentare la candidatura. In pratica, non c’è mai stata competizione con Memmo che, infatti, è stato candidato unico.
Nel momento in cui Rodomonti ha avuto contezza di non avere le firme necessarie ha sparato a zero. E le sue accuse sono state verificate con meticolosità dalla Procura federale con audizioni e interrogatori, in Abruzzo e a Roma. Una quarantina di persone ascoltate tra dirigenti e personale del comitato regionale, tra cui gli stessi Ortolano (assistito dall’avvocato Flavia Tortorella) e Memmo. Il tutto è sfociato nella mail in cui Giuseppe Chinè, capo della Procura federale, ha comunicato che «è stata disposta l’archiviazione del procedimento». Un cammino che certifica la regolarità del lavoro portato avanti dall’ex presidente Daniele Ortolano, nel frattempo eletto consigliere federale, e dal successore Ezio Memmo. E che pone la parola fine a una stagione ricca di veleni dei dilettanti abruzzesi.
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