lo scalatore (Yellow Fluo-Neri sottoli)
20 maggio 2012: Matteo Rabottini batte lo spagnolo Joaquim Rodriguez e vince la quindicesima tappa del Giro d'Italia a Pian dei Resinelli (in provincia di Lecco). Chissà quante volte il 26enne...
20 maggio 2012: Matteo Rabottini batte lo spagnolo Joaquim Rodriguez e vince la quindicesima tappa del Giro d'Italia a Pian dei Resinelli (in provincia di Lecco).
Chissà quante volte il 26enne corridore pescarese ha ripensato a quella memorabile giornata vissuta sulle Prealpi lombarde. Dopo quell'impresa Rabottini (professionista dal 2011) non ha più riassaporato il gusto di una vittoria, ma punta a ripetersi in occasione della sua quarta partecipazione alla Corsa Rosa. Lo scorso anno lo scalatore della Yellow Fluo-Neri Sottoli, figlio d'arte (il padre Luciano è stato un professionista di ottimo livello negli anni 80), chiuse il Giro al 55° posto, miglior piazzamento fatto registrare finora in classifica generale.
Rabottini, che sensazioni ha in vista del Giro d'Italia?
«Buone. Quest'anno credo di essere più in forma rispetto alle ultime due edizioni e ho fiducia nei miei mezzi. Ho lavorato sodo per non perdere troppo terreno all'inizio del Giro e per avere costanza in tutte le tre settimane di gara».
Il suo obiettivo qual è?
«Il sogno resta quello di vincere una tappa. Mi manca molto la gioia di un successo. Di montagna, in questo Giro, ce n'è davvero tanta e potrei trovare terreno fertile per me (ha vinto la Maglia Azzurra di miglior scalatore nel 2012, ndc). Per fare classifica, invece, è molto dura in quanto, sinceramente, mi vedo più adatto alle mini corse a tappe».
Che Giro si attende?
«Imprevedibile. A mio parere, con le assenze di Nibali e Wiggins, manca un vero leader e può scapparci anche qualche sorpresa. Occhio alle fughe-bidone che potrebbero sconvolgere la classifica generale. La partenza dall'Irlanda del Nord, tra l'altro, nasconde delle insidie a livello climatico da tenere senz'altro in conto».
Ma i favoriti per la vittoria finale, a suo parere, chi sono?
«Al Giro del Trentino ho visto molto bene l'australiano Cadel Evans, che ha dalla sua parte classe ed esperienza. Poi, direi il colombiano Nairo Quintana e Michele Scarponi».
Sulla sua squadra, la Yellow Fluo, che dice?
«Siamo un gruppo di attaccanti e di ragazzi ambiziosi e motivati. Francesco Chicchi cercherà un successo in volata; Mauro Finetto e Simone Ponzi, invece, proveranno l'acuto nelle tappe per finisseur e di media montagna. A completare l'organico ci sarà il prezioso contributo di Daniele Colli, del venezuelano Jonathan Monsalve, di Andrea Fedi, del panamense Ramon Carretero e di Giorgio Cecchinel».
Quanto le dispiace non vedere il Giro 2014 in Abruzzo?
«E' un peccato. E' la prima volta, da quando partecipo, che la Corsa Rosa non abbraccia la gente della mia terra. Ricordo con grande piacere la tappa arrivata a Pescara (vinta dall'australiano Hansen, ndc) un anno fa e il grande calore ricevuto. Spero di ritrovare il Giro in Abruzzo al più presto».
Programmi futuri della sua stagione?
«Se il Giro d'Italia andrà bene staccherò un po' la spina e me ne vado al mare (ride, ndc). Altrimenti il programma prevede la partecipazione al Giro di Slovenia (dal 19 al 26 giugno, ndc) e quella al campionato italiano a fine giugno». (g.l.)
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