Lo sconforto di Oddo: «Fa male perdere così»

Il tecnico biancazzurro: «Sbaglio anch’io, ma cerco sempre di dare il 110%» Dura nota dei Rangers: «Ci avete tolto l’entusiasmo, basta con le umiliazioni»
PESCARA. Caprari illude, Tello riporta il Pescara all’inferno. Anche contro la Fiorentina nessuna gioia e neanche la cabala, calcolando l’ultima vittoria in serie A contro i Viola, è riuscita ad aiutare il Delfino. Alla fine fischi, musi lunghi e mani nei capelli. Il baratro è lì, a un passo. Pescara corto, guardingo e con una veste tattica diversa, ma non ha raccolto frutti. «A questa squadra non si può rimproverare nulla, abbiamo dato tutto ma siamo stati puniti oltre misura», affranto e con un filo di voce, Massimo Oddo sprigiona così la rabbia accumulata dopo il triplice fischio.
«Perdere così fa male, troppo male», ha continuato davanti ai microfoni. «Abbiamo fatto tante partite così. Non li abbiamo presi alti perché i viola ti mandano fuori giri, abbiamo preferito stare corti e ripartire. Siamo stati bravi ed è arrivato anche il gol. La Fiorentina è una squadra che ti fa correre molto ed è normale che si possa verificare un calo». La difesa ha retto, certo, ma fino a un certo punto. «Abbiamo fatto bene, poi è mancata un po’ di gamba nel ripartire, ma è normale». Bocca asciutta anche stavolta, nonostante un Pescara diverso, più accorto. «Siamo stati etichettati come una squadra che gioca all’attacco, quando affronti squadre forti ti schiacciano. La Fiorentina è una squadra che ti sfinisce con il palleggio e non siamo andati a prenderli troppo alti. Abbiamo fatto un primo tempo perfetto. In un paio di occasioni siamo ripartiti bene, altre volte abbiamo fatto tanta fatica perché hanno corso tantissimo». E ancora: «Dovevamo stare bassi perché volevamo sfruttare le ripartenze. Un pizzico di frenesia c’è stato e abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio. Perché ho cambiato Zampano? Ha avuto un piccolo indurimento muscolare». Squadra sempre più ultima, ambiente depresso e tifoseria inferocita. «Abbiamo fatto sei punti e i tifosi hanno ragione a contestare», dice il tecnico. «Abbiamo preso gli applausi e prendiamo anche i fischi. Sbaglio anch’io, ma cerco di dare sempre il 110%. Ti fischiano? Dispiace, perché è brutto prendere critiche, ma quantomai come oggi sono giuste e non possiamo dire nulla».
E la tifoseria ha preso una posizione durissima nei suoi confronti, ma anche verso squadra e società. «Era difficile fare peggio di 4 anni fa, noi ci siamo riusciti». Parole dure quelle che il club Pescara Rangers rivolge al Delfino nel commentare la deludente stagione. «Le colpe sappiamo benissimo di chi sono ed è semplice attribuirle, una società incapace di essere tale, giocatori mercenari e inadeguati, un “direttore sportivo” inesistente che conosce due giocatori retrocessi in Lega Pro con il suo Lanciano, un allenatore arrogante e snervante degno figlioccio del suo “presidente”, se si può chiamare tale, presuntuoso e incapace pure di mettere in discussione un allenatore che in 22 partite non ha mai vinto».
E ancora rabbia e veleno: «Avevamo semplicemente chiesto di giocarcela, di essere orgogliosi della nostra squadra invece voi ci avete tolto tutto, ci avete tolto la dignità, l’entusiasmo, la voglia e l’orgoglio...», proseguono i Rangers. Quindi dai tifosi arriva un «consiglio spassionato, la nostra maglia ha più di 80 di storia, basta umiliazioni così, da qui alla fine non indossatela più, fateli andare in campo con quella gialla, perché non lo merita, non vi ha fatto niente di male e soprattutto non sono i giocatori e non siete voi degni di rappresentarla». Curva Nord che ieri sera ha onorato la memoria dello storico tifoso Marco Mazza, al quale è stata intitolata la curva, con una coreografia che ha colorato il settore occupato dai sostenitori più caldi.
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