Lo scudetto di Ricci: sono nella storia dell’Olimpia

Altro titolo per l’ala: «La terza stella di Milano, il brivido di gara 7 e il Forum pieno. Emozioni infinite»
CHIETI. Cominciamo da un’immagine. Magari quella del taglio della retina a fine gara nel trionfo del Forum di Assago? «La concretizzazione di un sogno. Da bambino ho sempre pensato quanto sarebbe stato bello, un giorno, compiere quel gesto a suggellare un'impresa sportiva. E la scorsa settimana mi è venuto in mente come rimediare, in caso di vittoria, una forbice a bordo campo». Il giorno è arrivato, la forbice è stata trovata e la carriera di Giampaolo “Pippo” Ricci si è impreziosita con il terzo scudetto consecutivo. Il trentesimo dell’Olimpia Milano e, in quelle tre stelle che campeggiano ora sulle maglie della società più blasonata d’Italia, ci sarà dunque anche qualcosa di quel ragazzo che, a sedici anni lasciò Chieti per provare a diventare un giocatore di pallacanestro. Non importava in quale categoria. Se poi, dopo tanti sacrifici, gradino dopo gradino, vinci tre scudetti di fila, tanto meglio. «I giocatori cambiano ma faremo sempre parte della storia di un club prestigioso grazie a questo risultato. Gara 7, in una finale scudetto, racchiude una incredibile intensità. Sai che un tiro sbagliato oppure una palla persa può più che mai portare dal paradiso all’inferno. E dopo una stagione estenuante e ben sei sfide in pochi giorni, davanti ad un avversario di assoluto spessore come la Virtus Bologna, con la quale ho vinto il mio primo scudetto, devi pensare solo a dare il massimo. Ho sentito in maniera particolare la responsabilità di non deludere le aspettative di una società che ti mette sempre in condizione di fare bene e volevo incidere in una gara così importante». Missione compiuta con ben diciotto minuti sul parquet all’interno di un organico stellare come quello guidato da coach Ettore Messina. Tanta concretezza e due triple in momenti delicati della gara per portare a casa, davanti ad oltre dodicimila spettatori, replicando il successo dell’anno precedente, un risultato sofferto considerando i tanti contrattempi che hanno accompagnato la stagione dell’Olimpia. «La fiducia di un tecnico preparato ed esigente come Messina rappresenta tanto e ti senti in dovere di ripagarla, Una grande emozione vedere un pubblico così numeroso e percepire tanta passione attorno a noi, sia in campionato che nelle gare di Eurolega». Il desiderio di migliorare e non sentirsi mai arrivato, i messaggi e i complimenti che arrivano da diverse realtà in cui Pippo Ricci, negli anni, si è fatto apprezzare con umiltà, garbo e tanta applicazione in una carriera segnata da un continuo crescendo basato su solidi valori morali. Sulle tribune del Forum, manco a dirlo, anche papà Francesco e mamma Marisa. «Beh, non potevo deludere neanche loro, anche perché si sono sobbarcati a oltre dieci ore di auto in una giornata». Si scherza per stemperare la tensione di una stagione oltremodo impegnativa durante la quale, a marzo, è arrivato anche il taglio della retina di una laurea in matematica. Ora un po’ di meritato riposo in attesa di una convocazione nella nazionale azzurra in vista dei campionati mondiali. Programmi nell’immediato? «Sono in scadenza di contratto, vorrei rimanere ed il discorso sembra avviato. Per il resto, un mese da trascorrere in famiglia e con Silvia, la mia fidanzata. Mi farà piacere trascorrere alcuni giorni a Chieti, città alla quale sono sempre molto legato».
Giuseppe Rendine
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